Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni i consigli comunali sono stati chiamati a riunirsi per approvare le tariffe che i cittadini dovranno pagare e, moltissime amministrazioni della Tuscia, in considerazione delle difficoltà economiche in cui versano le famiglie e gli imprenditori, hanno optato come Bagnoregio, Montalto di Castro e molte altre, ad azzerare le imposte o ad applicare le massime riduzioni anche del 50% all’addizionale Irpef, alla Tasi e all’Imu sulla prima casa come previsto dalla legge di stabilità.
A Bagnoregio è stata azzerata l’addizionale Irpef, a Montalto l’Imu sui terreni agricoli e ridotta al minimo la tassa sui rifiuti ed anche per l’acqua sono previste aliquote inferiori, ma a Sutri no!
A Sutri governa una maggioranza che in questi tre anni, e anche in quelli precedenti, non ha fatto nulla per cercare soluzioni che consentissero di non gravare sui cittadini con tasse inique, anzi le aumenta raggiungendo aliquote molto alte, forse le più alte della Tuscia.
La Tari prevede un aumento del 21% sulle attività commerciali e produttive ed un incremento del 8% sulle abitazioni, il servizio di pulizia prevede un aumento di 70mila e quindi si pagherà di più per la raccolta dell’immondizia. Insomma, una maggioranza che non si è impegnata a cercare altre entrate, fare risparmi, evitare sprechi al contrario ha fatto scelte molto discutibili investendo su opere inutili come il sottopasso e piazza Bamberg che costano alla collettività ben seicentomila euro o, addirittura, perdendo finanziamenti come quelli che una Fondazione aveva impegnato per il restauro della chiesa di San Francesco.
Non c’è stato un impegno serio a sviluppare un turismo di qualità che portasse soldi nelle casse del comune, come Bagnoreggio, dove in un anno hanno incassato 450mila euro di ingressi alla Civita (300mila visitatori). Nulla si è fatto per ristabilire il principio dell’autonomia locale e gestionale. Si è adottata la linea del “io non c’ero e se c’ero ero distratto”. Non si può stare immobili, attendere, campicchiare sui trasferimenti dello Stato o i fondi della regione Lazio e scaricare la responsabilità sugli altri. Serve lungimiranza e buone relazioni, servono politiche che permettano alla nostra città di usufruire di entrate che possono sgravare i cittadini del carico fiscale tutte cose su cui la maggioranza in tutti questi anni ha difettato.
Non si può ulteriormente tollerare che nella nostra città si debba registrare un differenziato inesistente con costi altissimi per la collettività stiamo parlando di quasi un milione di euro e ciò che è più intollerabile è che, per lo stesso servizio, i cittadini siano costretti a pagare tariffe notevolmente superiori a quelle degli utenti di molti comuni limitrofi. Sutri è agli ultimi posti per raccolta differenziata circa il 3,5%, quando avremmo già dovuto raggiungere il 65% come previsto da legge.
La minoranza ha richiamato il sindaco e la sua maggioranza a rendersi conto che i cittadini, i commercianti, le imprese non possono continuare a pagare gli sprechi e le inefficienze di un’amministrazione che non sta governando occupata a risolvere i problemi dei suoi equilibri interni.
Ora ci aspettiamo anche un aumento esagerato dell’acqua, così come annunciato dal sindaco in Conferenza dei Servizi. I costi e la gestione dell’acqua e dello smaltimento dei rifiuti stano assumendo caratteri emergenziali, il maggiore problema per la nostra città che si rischia di rendere insostenibile con le poche risorse economiche che abbiamo a disposizione. Un problema di vita o di morte per la nostra civiltà urbana.
Dobbiamo registrare che mentre sono state aumentate le tariffe dell’acqua per l’ennesima volta si è rotto l’impianto di depurazione di via dei Condotti lasciando al zona più popolosa della città senza acqua. I cittadini sutrini sono stanchi, delusi e preoccupati l’aumento delle tariffe avrà ricadute pesantissime soprattutto sulle utenze più deboli come le famiglie con redditi bassi. Noi vogliamo ribadire che gli aumenti non possono continuare all’infinito ed è inutile continuare a chiedere soldi a chi non ne ha.
Se le famiglie sono già tartassate e non si possono abbassare i costi per le aziende, bisogna comunque pensare che così si rischia, l’anno prossimo, di avere più famiglie in difficoltà e le casse comunali vuote perché molti saranno costretti a non pagare i tributi. Non dobbiamo inventare strumenti che ci aiutino a portare correttivi efficaci per gravare il meno possibile sui cittadini e sulle imprese, non si possono più chiedere sacrifici. I sacrifici sono accettabili solo se ispirati a un principio di equità, di miglioramento della qualità della vita e di sviluppo futuro.
I consiglieri comunali Luigi Di Mauro, Felice Casini, Vincenzo Petroni
