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Tentata estorsione da 2 milioni al fratello

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale 

Civita Castellana – Due milioni di euro da estorcere al fratello, con l’aiuto di 3-4 ‘scagnozzi’ da Casal di Principe.

‘Parenti serpenti’ in tribunale. E’ finita sul banco degli imputati la donna di origini romane accusata di aver assoldato un recuperatore di crediti nel 2010 per spillare denaro al fratello.

L’uomo, agricoltore 67enne, riceve la visita di tre persone nella sua azienda agricola cinque anni fa. Vengono da Casal di Principe. Per conto della sorella dell’agricoltore, dicono loro. Gli portano un foglio in cui è scritto che dovrà impegnarsi a consegnare un milione di euro entro i prossimi sette giorni. “Ma io quella cifra non ce l’avevo”, ha raccontato ieri al processo, chiamato a testimoniare contro la sorella. 

Da lì in poi, telefonate anonime e incontri. All’ultimo si presenta “un signore distinto che si fa chiamare Tony”, ricorda l’agricoltore, “con un’auto targata Repubblica di San Marino: diceva di essere ‘un uomo d’onore’, mandato da mia sorella per il recupero crediti di 2 milioni di euro. 300mila li avrebbe presi lui per il servizio”. Tony e la sorella dell’agricoltore, adesso, rispondono di tentata estorsione davanti al tribunale di Viterbo.

“Aveva modi gentili – ha continuato l’agricoltore, davanti ai giudici -, ma sapeva quello che voleva: soldi da me. Mi intimoriva dicendo che sapeva dove abitavano i miei figli. Preoccupato, non riuscivo più a dormire e mi barricavo in casa”.

Secondo l’agricoltore, la sorella non aveva diritto a quei soldi: nel 2008 aveva avuto una somma importante, per la spartizione di un’eredità. Ma non le bastava. “Ha continuato a pretendere altro, vantando falsi crediti nei miei confronti. Mi ha tolto il saluto e, ancora adesso, dice che le devo dei soldi, ma non è vero”. Il processo continua a novembre. 


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