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“Uno strumento per restare al passo con i tempi”

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Viterbo - Andrea De Simone, segretario Confartigianato imprese di Viterbo

Viterbo – Andrea De Simone, segretario Confartigianato imprese di Viterbo

Viterbo - Gli studenti del Paolo Savi

Viterbo – Gli studenti del Paolo Savi

Viterbo - Maria Patrizia Gaddi, dirigente scolastico del Paolo Savi

Viterbo – Maria Patrizia Gaddi, dirigente scolastico del Paolo Savi

Viterbo – Gli studenti del Savi stampano in 3d.

Nuova linfa per l’istituto viterbese, grazie al contributo di Confartigianato Viterbo e Fondazione Carivit.

Da metà maggio, infatti, gli alunni della struttura in viale Raniero Capocci sono “titolari” di una stampante 3d.

L’apparecchio andrà ad amplificare l’offerta formativa dal terzo anno di corsi in poi, data di inizio del percorso professionalizzante.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Fab lab di Viterbo e si chiama “Faber school – Faber enterprise”.

E’ stata presentata stamani nella sala conferenze della Fondazione Carivit, sotto gli occhi del “padrone di casa” Mario Brutti.

Dopo il saluto del presidente, le parole di Andrea De Simone, segretario Confartigianato Viterbo ed ex studente del Savi.

“E’ un progetto stimolante – ha commentato De Simone – e anche innovativo. Consentirà ai ragazzi del Savi, che è stata anche la mia scuola, di prendere familiarità con uno strumento che viene usato dal campo della medicina fino a quello dell’artigianato.

Mi auguro che consenta ai ragazzi di avvicinarsi a un mondo nuovo e che gli permetta di rimanere al passo con i tempi”.

Subito dopo le parole di Maria Patrizia Gaddi, dirigente scolastico dell’istituto.

“Innanzitutto – ha concluso Patrizia Gaddi – vorrei dire grazie a Carivit e Confartigianato, perché quello di avere una stampante 3d era un sogno e si è realizzato grazie a queste due entità.

Quando l’hanno vista i ragazzi sono stati entusiasti, probabilmente anche perché hanno intravisto una nuova possibilità di lavoro. Tutti non vedono l’ora di provarla, sia studenti che docenti. Lo ripeto, grazie ancora per questo sogno”.

Samuele Sansonetti


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