- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Violentò la cugina”, condannato a 5 anni

Condividi la notizia:

Bomba a Orte - La superstrada e la ferrovia

Orte

Orte – Un minuto prima parlavano. Un minuto dopo, lui le si scaglia contro, le strappa i vestiti, la sbatte su un materasso appoggiato a terra e prende quello che vuole con la forza.

E’ il primo incontro di Fatima (nome di fantasia) con il cugino, secondo la denuncia sporta dalla ragazza nel settembre 2014.

22 anni lei. 30 lui. Entrambi originari della Costa d’Avorio.
Fatima è in Italia da anni. Lui è appena arrivato. Per qualche giorno, era andata a Orte a trovare la madre dell’imputato.

I due cugini – un legame più ‘tribale’ che di sangue – non si erano mai visti. Quel giorno, le presentazioni. Traumatiche per la ragazza, mentre per l’uomo fu un rapporto sessuale consenziente da lei trasformato in stupro per giustificarsi con la famiglia e il fidanzato.

Gli shorts strappati. Gli slip sporchi di sangue. Fatima si chiude in camera e chiama i carabinieri. Una pattuglia la trova sotto shock: per il cugino scatta l’arresto. Ieri, la condanna del gup Stefano Pepe: cinque anni di reclusione per violenza sessuale. Proprio quanto chiesto dal pm Paola Conti, al termine di una minuziosa requisitoria.

Ad assistere Fatima, gli avvocati di parte civile Stefania Sensini e Fabrizio Ballarini.

Per il 32enne, i difensori Federico e Salvatore Sciullo, secondo i quali la ragazza non è attendibile e non ci sarebbe una perizia ginecologica che conferma l’abuso. La difesa ha insistito anche sul retroterra culturale dell’imputato. Davanti al giudice, il 32enne ha sciorinato tutto il suo curriculum: studente di Informatica all’università di Camerino; vincitore di borse di studio; rappresentante dei giovani africani in India; impegnato nel sociale e con missioni umanitarie alle spalle, con tanto di foto mostrate in aula. Alto lignaggio, insomma. Non certo il povero ambulante che vende biancheria per la strada.

Sulla sua fedina penale, finora, nessuna macchia. Il 32enne risulta incensurato. Ma Fatima, ascoltata nel 2014 dal sostituto procuratore Renzo Petroselli, raccontò che lui, il giorno stesso della presunta violenza, le avrebbe detto di aver fatto lo stesso con un’altra ragazza, quando era all’estero.

Anche la famiglia di Fatima temeva ripercussioni: “Quella denuncia ti si ritorcerà contro”, le avevano detto a casa,  facendone una questione di immagine e cercando di convincerla a ritirarla. Lei è andata fino in fondo, tra la profilassi anti Aids e il dolore di dover ripercorrere più volte quello che ha sempre definito come un dramma, per permettere alle indagini di andare avanti. La sentenza di ieri, di primo grado, non è ancora definitiva: l’imputato potrà arrivare fino in Cassazione. Intanto, per ora, il tribunale di Viterbo dà ragione a Fatima.

Stefania Moretti


Condividi la notizia: