Viterbo – Un cerchio che si chiude.
Quarant’anni dopo il successo in serie D, i calciatori della Viterbese 75/76 si sono ritrovati nella sala conferenze della Camera di commercio.
Una bella riunione, dove i protagonisti di allora hanno ripercorso assieme le tappe principali di una vittoria storica.
L’evento, organizzato dall’Archivio dello sport viterbese e presentato da Massimiliano Masolo e Luca Tofani, è partito alle 11 con il racconto del capitano Roberto Vuerich.
“Una stagione fantastica – ha esordito l’ex capitano gialloblù – dove l’amicizia è stata determinante per il successo finale. Forse l’anno prima la squadra era anche più forte, ma lo spirito di questa era stato superiore a tutto.
Eravamo in parecchi ad essere bravi e non so perché mi abbiano fatto capitano, mi hanno detto di prendere la fascia e io l’ho fatto. Il più indisciplinato? Cuccuini, perché correva tantissimo ma poi bisognava richiamarlo cento volte“.
Subito dopo, la difesa dell’ex compagno chiamato in causa.
“E’ difficile parlare – ha raccontato Cuccuini – perché l’emozione che va oltre il sentimento. Per quanto riguarda l’aneddoto dei sei tocchi, io la toccavo sei volte perché loro non correvano e non era semplice trovare un compagno libero.
A parte gli scherzi, capitai a Viterbo quasi per sbaglio. Ero in ferie a Sipicciano e chiesi a mio zio Oliviero Bruni di poter fare qualche allenamento con la Viterbese. Da li nacque una storia bellissima“.
Poi il saluto di tre ex avversari del Latina di allora, Franco Morano, Salvatore Caiazza e Luciano Melloni, quindi il ricordo di Gianni Caporossi, allora 18enne.
“Al Latina segnai il primo gol del celebre 5-0 – ha spiegato Caporossi – ed è stata un’emozione grandissima. Per un giovane era molto difficile trovare spazi in quella squadra ma alla fine feci 15 presenze e ne vado fiero“.
Non poteva mancare un applauso per quei calciatori che fecero parte del gruppo guidato da Valentino Persenda e che oggi non sono più tra noi: Renzo Lucchi, Alberto Poggi e Silvio Scapecchi, oltre al compianto presidente Angelo Natali.
Per quest’ultimo era presente la figlia Giuliana, che visibilmente emozionata ha ricordato l’esperienza gialloblù del padre.
“Inizialmente non era un grande esperto di calcio – ha ammesso Giuliana Natali – e quando veniva a casa la sera lo vedevo fare degli strani calcoli. Non erano infatti da ragioniere, ma erano analisi sulla formazione.
Con il passare del tempo ha cominciato ad amare la Viterbese e Viterbo, tanto che dopo la vittoria del campionato invitò tutti a Valentano per ringraziare la madonna. Era molto credente e sicuramente farà il tifo anche da lassù“.
Hanno partecipato all’incontro anche alcuni ex “giovanissimi” che completavano la rosa come Massimo Proietti, Daniele Marconi, Gianni Pasquini, Carlo Bicchierini e Carlo Cecchelin.
Tra gli uditori, infine, Renzo Lucarini della Figc, Alessandro Pica del Coni, i consiglieri comunali Daniela Bizzarri e Claudio Ubertini e l’ex sindaco Giulio Marini.
Samuele Sansonetti




