Viterbo – “Leggendo l’articolo sulla ricerca di capitali verso i privati da parte di Talete spa, mi rendo conto e capisco che ormai che in Italia vige il concetto verticistico delle decisioni, ma credo che continuando di questo passo si creeranno notevoli difficoltà, come già sono evidenti sul territorio”.
La società idrica fa partire la manifestazione d’interesse per trovare soci pronti a portare capitali e rafforzare la situazione finanziaria, ma Giulio Marini, consigliere comunale Forza Italia, ha qualche dubbio.
“Cerco di chiarire. Già dal 1998 alla regione Lazio, per quanto riguarda la provincia di Viterbo, con un vasto territorio e la densità degli abitanti, portavano a indurre che il passaggio a società di gestione con queste caratteristiche avrebbe portato al previsto risultato.
Anzi, troppo hanno fatto quelli che si sono succeduti nei vari compiti, ma oggi siamo arrivati al capolinea.
O questa società riesce a uscire dalle sabbie mobili in cui si è immersa, oppure bisognerà che la regione dia un indirizzo chiaro sul prossimo futuro.
Questa è la premessa, ma pensare di accettare i diktat da parte degli amministratori della società su come procedere veramente è inaccettabile.
Oggi abbiamo in essere una convenzione votata dai sindaci della provincia di Viterbo e non solo, che prevede la gestione del ciclo delle acque in forma pubblica, non è prevista nessuna partecipazione privata e questo è un dato di fatto incontrovertibile.
Qualora i sindaci volessero cambiare orientamento sulla gestione, dovranno loro e solo loro darne indicazione e di ciò, vuoi o non vuoi la regione dovrà comportarsi di conseguenza, assumendosi tutte le responsabilità politiche ed economiche che l’Ato debole rappresenta.
Voglio pensare che il cda di Talete si occupi essenzialmente degli scopi aziendali della società, vedi relazioni con i comuni, per trovare soluzioni a controversie con le amministrazioni, come quella di Viterbo e lascino le scelte politiche a chi è preposto a farlo mettendoci la faccia.
Quella della sana politica, affinché i cittadini possano avere da loro le indicazioni e non da altri che sono stati nominati, non sempre avendo chiaro chi è stato e con quale mandato”.
