- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Omissione in atti d’ufficio, indagati Michelini e Dello Vicario

Condividi la notizia:

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Ernesto Dello Vicario

Ernesto Dello Vicario

Viterbo – Abuso d’ufficio e omissione in atti d’ufficio.

C’è un fascicolo aperto in procura sul sindaco Leonardo Michelini e sull’ex dirigente comunale (oggi provinciale) Ernesto Dello Vicario. Il pm Paola Conti vuole chiuderlo: ad aprile ha chiesto l’archiviazione dopo la denuncia sporta due mesi prima da un cavatore, Quartiero Ferretti. Che non ha nessuna intenzione di arrendersi e ha già fatto opposizione. 

Ferretti accusa di inerzia sindaco ed ex dirigente comunale dei Lavori pubblici. Una “colpevole inerzia”, a suo dire, perché “mentre c’è chi continua a fare affari con cave in una zona in cui, da piano regolatore generale, non si potrebbero aprire cave, io vengo bloccato e danneggiato”. Come dire: il piano regolatore non è uguale per tutti. 

Dal 2001 l’imprenditore di Tuscania ha avviato l’iter di apertura di una cava di pozzolana in località Ospedalicchio. Quindici anni dopo si ritrova con le autorizzazioni pronte, ma bloccato. “Nel 2012 la Regione si è accorta che il piano regolatore del comune non prevedeva la possibilità di aprire cave in zona agricola, autorizzando solo quelle già attive prima del ’79”, racconta Ferretti.

Il danno e la beffa, per una cava che sconta anche la sua posizione geografica e tutti gli stop imposti dall’ok alla Orte-Civitavecchia. “Ho speso qualcosa come 232mila euro tra perizie e controperizie – argomenta Ferretti -. Pago 3mila euro l’anno per la convenzione per il ripristino della cava che ottenni dal comune addirittura ai primi del Duemila. Ho chiesto dieci certificati di destinazione urbanistica e in nessuno compare questo vincolo del piano regolatore. In pratica ho il placet del comune stesso, settore urbanistica. Come se il comune stesso ignorasse il divieto imposto dal piano regolatore. D’altra parte la regione mi blocca finché esiste quel divieto. Quindi o si cambia il piano regolatore o niente cava. Ma vale solo per me, perché le 11 cave della zona sono in piena attività”. 

Arenata la procedura di variante al piano regolatore, Ferretti ha usato le maniere forti: prima la diffida al sindaco a chiudere – o almeno sospendere in autotutela – l’attività delle altre cave; poi la denuncia in procura. “Omissione in atti d’ufficio per non aver adottato alcun provvedimento, dopo i miei solleciti – spiega Ferretti -. Abuso d’ufficio per il danno arrecato a me, contemporaneamente al vantaggio procurato ad altri”.

Una questione solo apparentemente privata e di mero interesse imprenditoriale: Ferretti ha pronto un ricorso al Tar contro comune e regione. Chiede danni per 2 milioni di euro. Costi pronti a ricadere sulla collettività qualora il Tar gli desse ragione. Ma la gestione cave a Viterbo, per Ferretti, è una specie di pasticciaccio brutto senza fine: “Il comune, ormai, può solo scegliere se avere contro me o gli altri cavatori, che naturalmente reagirebbero a una sospensione dell’attività. Ma se ci sono regole devono valere per tutti. A Tivoli hanno risolto il problema in 6 mesi con la variante al piano regolatore. La mia pratica non può dormire da 15 anni mentre altre vengono chiuse in 6 mesi. C’è qualcosa che non va”.


Condividi la notizia: