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“Io sono qui”, al via la personale di Gianfranco Volpicelli

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Silvio Merlani

Silvio Merlani

Viterbo – Galleria Chigi e Myprint Stampa Digitale in collaborazione con l’Antico Borgo La Commenda
presentano la personale di Gianfranco Volpicelli.

“Io sono qui” sarà dall’11 al 23 giugno alla galleria Chigi ed è a cura di Silvio Merlani e Silvano Bonini
Viterbo.


Il “file rouge” delle opere che riconducono all’artista, e alla sua visione antropologica , verrà introdotto: dal Prof. Francesco Mattioli docente di sociologia all’Università della Sapienza di Roma.

Noi siamo qui“ “Io sono qui!”,”Voi siete lì”sembrano essere una constatazione ma è più probabile che sia un grido. In effetti è un grido.

Che vorrebbe risvegliare nello spettatore la domanda legittima del perché viene sottolineata con uno scritto impresso nella tela una asserzione ovvia,o anche perché viene fatta una ovvia domanda.

Perché?
Potremmo rispondere che: l’estraneità convive con la compresenza nello stesso luogo.
Ed infatti le immagini seguono questo assunto e si pongono in antitesi con le affermazioni lì impresse,come un gioco di rimandi che dall’ affermazione incontrovertibile rimanda alle figure che non rispecchiano l’assunto dato.

Questo sembra corrispondere al rispecchiamento delle vicende dell’IO non più TU o/e NOI.
La rarefazione di questi rapporti,muta e rarefa’ anche l’Intorno, che non è più identificabile
Con un luogo, ma anzi né è la negazione.
Siamo forse dentro un non-Luogo (tecnologico)?
Non-Luogo che annulla tutte le categorie tranne il vuoto comunicare(scrittura).
Sembra essere l’identikit dell’Homo Elettronicus che Comunica a distanza con il Mondo intero, ma non parla con il suo simile distante pochi centimetri.
Tale tesi risulta credibile e calzante visto il completo annullamento dello Spazio Fisico e del tempo umano.Non c’è sfondo spazio-temporale ma solo astratte tessiture che rimandano alla Comunicazione Iconica dei Mosaici tardo-antichi che nel loro essere inverosimili Comunicavano solo lo Status del rappresentato.
Il Dominus.
Nell’alto dei cieli.
Nel Non-Luogo per eccellenza.
Nell’astrazione Comunicazionale.
Da questo contesto ideale emerge il Potere dell’Io che nutrito dal “Cogito ergo sum” ha creato prima, e perseguito poi la rottura insanabile tra gli uomini.
Ogni io, è l’IO.

Non c’è altro.
Lo specchiarsi narcisistico e maniacale per verificare lo stato del benessere personale,ha condotto verso strade complementari ad un IO indipendente autonomo e potente.
Non c’è più il Tu, il NOI,il VOI, esiste solo un invasivo IO,che nella consapevolezza del SUO,occupa Spazio,sempre di più fino a negare con la sua ingombrante presenza la possibilità di pensare l’Altro e soprattutto di farlo Esistere.

L’IO con il suo Conscio-Inconscio invadente ha chiarito che quelle problematiche sono il contesto o la cornice di riferimento, entro la quale si realizza il Mondo -il Suo-.
Quindi non c’è mondo senza IO, non c’è mondo senza le perversioni individuali esternate sul lettino che ormai hanno invaso TUTTO.

Ma il TUTTO, che sappiamo essere per frequentazione il Mondo e quindi il NOI,il VOI, il Tu:
Oggi non sono più pensabili.
A meno che … il TU diventi strumento o strumentalizzabile.
E quindi non siamo più in grado di Concepire il Plurale.

La separazione e l’isolamento sono le realtà fisiche oggi frequentate,avendo però l’illusione di essere tra NOI anche soggiornando in altri Luoghi.
Lo straniamento del concetto di Comunità frutto di una frequentazione spinta di tecnologie di Comunicazione a distanza (tecnologie di Distanziamento),illusorie nel dare effetti di Presenza allentata o Virtuale.

Tale frequentazione dell’Intero Mondo (virtuale) crea la percezione di non distaccarsi dal luogo d’origine e nello stesso tempo si creano alternative turistiche a portata di mouse, straniando l’individualità che deve scegliere sia tra Luoghi Alternativi sia tra Rapporti Umani consolidati e non.
E l’IO sceglie di essere UBIQUO e non di essere solidale con i suoi simili vicini o lontani.
L’IO preferisce scegliere di essere in ogni Luogo a scapito anche del Tu fraterno o esotico.
E il TU non c’è più!

Il curatore
Silvio Merlani


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