Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolto ad Orte il 23 giugno, nella sala delle bandiere del comune di Orte, un dibattito pubblico sulle riforme costituzionali.
Il neoeletto sindaco Angelo Giuliani, nel suo saluto, ha ringraziato l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) per l’iniziativa di divulgazione e informazione rivolta a tutta la cittadinanza su una materia così importante.
Il presidente della sezione Anpi di Orte “Tito Bernardini”, Massimo Recchioni, mediatore del dibattito, dopo aver a sua volta il Comune per l’ospitalità, ha ribadito le ragioni (per il No) della sua associazione, puntando però l’accento sull’importanza a far si che questa campagna referendaria s’inspiri a un confronto che esuli da meri slogan ed entri invece nel merito delle questioni.
Ma anche, ricordando la storia della nostra Costituzione, Recchioni ha evidenziato un procedimento anomalo, anche nel metodo, che ha portato alle riforme di oggi.
Mentre nella Costituente eletta il 2 giugno 1946 erano presenti forze di estrazione e progetto politico completamente diversi – che si sedettero intorno a un tavolo per scrivere le “regole del gioco” – oggi ci troviamo di fronte a una Costituzione modificata a colpi di maggioranza e di voti di fiducia.
Successivamente, Alessandro Mazzoli ha espresso le ragioni del Si, facendo leva soprattutto sulla governabilità del paese e sostenendo che le riforme legislative, oggi, vengono in gran parte dettate dall’Unione Europea e di fatto “espropriate” alla sovranità nazionale.
Si è detto convinto, nel merito, che si tratti di modifiche e non di stravolgimenti della Carta Costituzionale, ancora patrimonio comune di tutti, risultato di un lungo e complesso lavorio frutto di anni di dibattiti e commissioni succedutesi in diverse legislature.
Mario Volpi, al contrario, ha ravvisato nelle modifiche in atto in materia di legge elettorale un pericolo per lo svolgimento democratico della vita del paese.
Ha puntato l’accento su alcune competenze di quello che sarà il nuovo Senato, descritto dalla riforma illustrata da Mazzoli, e di come, dal punto di vista logico e giuridico, esse siano poco comprensibili.
Ha sottolineato come l’abbinamento delle riforme costituzionali all’approvazione della legge elettorale “Italicum” costituisca un vulnus per la sovranità popolare e non certo la parità di rappresentanza tra elettori di partiti e/o liste diverse.
Numeri alla mano, nel caso si andasse al ballottaggio, con la nuova legge elettorale, chi vince, vedrebbe raddoppiati (se non più) i suoi voti.
Il voto di un elettore di maggioranza avrebbe un peso fino a quattro volte superiore a quello di un elettore della minoranza. E questo non sarebbe certo un aggiornamento verso la modernità, ma una forte alterazione del voto popolare.
Entrambi i relatori, comunque, si sono mostrati soddisfatti del metodo usato del confronto tra le parti, strumento utilissimo affinché il cittadino sia messo democraticamente in condizione di scegliere con consapevolezza tra le ragioni del Si e quelle del No.
L’Anpi si ripropone, infine, visto il successo dell’iniziativa, di replicarla da qui allo svolgersi del voto plebiscitario di ottobre.
Anpi di Orte
