Viterbo – Un viterbese tra i cento finalisti della maratona Digithon dedicata alle start up più innovative, in corso in Puglia.
Si tratta di Riccardo Ripamonti, che insieme a Domenico De Chirico di Terlizzi e Mattia Bordon di Padova ha presentato il progetto Openshare.
Ripamonti studia Giurisprudenza alla Bocconi di Milano, ha 21 anni ed è di Viterbo, dove ha frequentato il liceo scientifico Ruffini e ha anche giocato nella Stella Azzurra.
Openshare è sistema innovativo, attraverso il quale è possibile usufruire di servizi senza pagare il corrispettivo in denaro, basandosi sul crowfunding.
“E’ un progetto – racconta Ripamonti – nato in compagnia di altri due colleghi universitari”.
Quasi per caso: “Stavamo cenando quando c’è venuto in mente una cosa banale. Non è possibile usufruire di beni e servizi senza doverli pagarli.
Partendo da qui, abbiamo cominciato a lavorare al progetto che si costituisce di un modello di business tale realizzare la mission prefissata”. Ovvero, usufruire di beni e servizi senza pagare. “Sembrerebbe strano, ma è realizzabile”.
E pure economicamente sostenibile.
“Ho sostenibilità economica. Abbiamo elaborato business plan previsionali a due e cinque anni che presenteremo a investitori.
Siamo studenti universitari, non vogliamo chiamare in causa i nostri genitori per sostenere le spese spese, stiamo cercando una forma per realizzare un business plan. In particola i miei colleghi l’hanno predisposto, studiano economica hanno maggiori competenze rispetto alle mie”.
Un’idea che va oltre il concorso Digithon.
“Il nostro obiettivo è oltre la classifica finale. Al termine speriamo di riuscire a ricevere finanziamenti da investitori interessati a partecipare, entrando nel capitale sociale”.
Riccardo Ripamonti studia Giurisprudenza alla Bocconi di Milano, ha 21 anni ed è di Viterbo, dove ha frequentato il liceo scientifico Ruffini e ha anche giocato nella Stella Azzurra.

