Viterbo – Leonardo Bonucci, da Pianoscarano alla Nazionale. A Unomattina il ritratto del calciatore viterbese.
Il programma di Rai 1 dedica un ampio servizio al difensore della Juventus. Dai campi in terra battuta allo stade de France, l’apoteosi di un giocatore che da 40mila euro è arrivato a valere 60milioni.
È don Alfredo, parroco di sant’Andrea, a raccontare la prima volta che Bonucci tirò un calcio a un pallone. “Lo colpì così forte – dice il sacerdote – che lo mandò in una casa difronte il campetto. Il proprietario stava mangiando, e la palla andò a finire dritta nel piatto”.
Primi calci, Pulcini, Esordienti e Giovanissimi. Nel 2000 l’approdo nella Viterbese. Cinque anni in maglia giallo-blu, poi l’ingaggio nell’Inter. Bonucci vale 40mila euro.
“Leonardo – ricorda l’amico d’infanzia Alessio – è sempre stato il più forte. Rosicavo tantissimo quando mi faceva i tunnel. Per fermarlo gli dovevo dare solo le zampata”.
Nel 2007 il difensore viene ceduto, per 150mila euro, al Treviso e nel 2009 passa al Bari. L’ingaggio? 250mila euro. Ma è quando passa alla Juventus, che fa il suo exploit. La vecchia signora lo acquista per 15,5 milioni di euro.
Oggi Bonucci ha un valore di mercato di 60milioni di euro ed è considerato il difensore più forte della Nazionale targata Antonio Conte. Tanto da essere estremamente conteso tra il Chelsea e il Manchester United di José Mourinho.
Non solo piedi, il calciatore viterbese ha anche “un cuore enorme”. Parola di Alessandro, il migliore amico di Bonucci. “Anche da lontano – dice Alessandro – la sua presenza è vera”. Poi, ricorda uno dei momenti più toccanti della carriera del giocatore: la sconfitta dell’Italia contro lo Spagna agli Europei 2012. Gli azzurri persero 4-0.
“In quella finale a Kiev – racconto Alessandro a Unomattina – Leo ha dato sfogo a tutti i sentimenti e a tutta la passione che prova per il calcio”.





