Viterbo – Brunetta fa il miracolo. Rimette insieme Forza Italia a Viterbo.
Giulio Marini da una parte, Giovanni Arena dall’altra, insieme a parlare e discutere in piazza del Comune, in attesa del presidente dei senatori Forza Italia, atteso a Caffeina Polis per essere passare dalle domande di Giovanni Masotti.
Il miracolo di Brunetta. Dura il tempo di un’intervista.
Anche se per essere completo, è mancata la prova Francesco Battistoni. Assente, però c’è Dario Bacocco. Si rivede Giuseppe Fraticelli, ex assessore provinciale, c’è il capogruppo in comune Claudio Ubertini, l’ex sindaco di Vetralla Sandrino Aquilani e l’attuale di Tuscania Fabio Bartolacci.
Quel che resta di Forza Italia. Anche se ascoltando Brunetta, non è detta l’ultima. Il futuro politico può essere ancora azzurro.
Il presente dopo le elezioni comunali, invece, guardando Forza Italia e oltre: “Dopo otto anni di crisi – dice Brunetta – questo era il minimo che potesse accadere.
Siamo in un’epoca di pulsioni negative. La gente si è scocciata. E quando si rompe, lo fa con chi governa e chi è al potere”.
Un esempio su tutti: “Fassino meritava il trattamento ricevuto ricevuto? No. E’ una brava persona, dicono tutti che abbia ben governato”.
Eppure, secondo Brunetta era quasi inevitabile che il sindaco uscente Pd perdesse. “Alle amministrative –ha avuto la peggio il partito di governo, hanno perso i sindaci al governo.
Ha vinto di fatto chi è più in sintonia con l’onda della protesta. Pro tempore sono i 5 stelle e ci dobbiamo fare i conti. Ma il vento fa presto a cambiare, la nomina di un assessore o altro ed ecco che cambia”.
Ma soprattutto per l’esponente azzurro, deve cominciare a girare l’economia: “A quel punto voteranno ancora i 5 stelle? Non credo. Torneranno a votare i moderati”.
Su Roma, giudizio tagliente. “Dopo Alemanno e Marino, cosa volevi?”.
Mentre di Renzi la cosa più carina è l’accostamento con la Ruota della fortuna. Programma tv cui ha partecipato da giovane.
E a proposito di ruote, quella di Forza Italia tornerà a girare. Brunetta ne è convinto.
Giuseppe Ferlicca






