Viterbo – (g.f.) – Bullicame e piscine Carletti ridotte a pozzanghere, per non parlare delle ex Terme Inps.
Il termalismo è sempre stato il pallino di Umberto Fusco (Noi con Salvini), con una delega nella precedente amministrazione e dopo gli ultimi episodi, la scoperta di un alloggio abusivo nella struttura abbandonata, torna alla carica.
“Una struttura del genere – dice Fusco – non può rimanere più in questo stato di completo abbandono, è diventato un dormitorio”.
L’azione di recupero stenta a decollare. Da anni.
“Dobbiamo mettere in campo proposte – continua Fusco – faccio un appello all’amministrazione, agli imprenditori e alle banche. I viterbesi i risparmi li tengono qui, anche gli investimenti dovrebbero avere una corsia preferenziale affinché restino sul territorio.
Riuniamoci, individuiamo realtà, progetti che hanno capacità di svilupparsi e investiamoci”.
E se le ex Terme Inps piangono, quelle libere non ridono.
“Il termalismo libero stava cominciando a funzionare. Le varie aree potevano essere affidate a cooperative di giovani, le avremmo valorizzate e creata occupazione. Invece il Bullicame e le Piscine Carletti sono ridotte a pozzanghere.
Ci si annida pure la microcriminalità. Per adesso mini. E poi? Arriveremo a chiuderle la notte?”.
Termalismo fa rima con turismo. “Arrivano molte persone – continua Fusco – dobbiamo fare in modo che tornino. Esistono molti modi, pacchetti turistici, abbiamo bellezze che vanno dai laghi alle colline. Invece facciamo i conti con realtà come Castel D’Asso nell’abbandono”.
Per non parlare dell’agricoltura. “Fortunatamente su questo fronte – osserva Fusco – abbiamo aziende competitive anche a livello europeo, che danno lavoro a circa quattrocento persone. Molte delle quali sono straniere. Occorre capire come mai d’italiani ce ne sono pochi. Dobbiamo rimboccarci tutti le maniche, dandoci da fare”.
Fusco in questo periodo, da responsabile regionale Noi con Salvini gira molto il Lazio, ma a ha che fare anche con le strade del capoluogo.
“Ho visto i cartelli con il limite a 30 chilometri l’ora, attappiamo qualche buca, piuttosto. Pure le strade provinciali sono massacrate, perché la provincia non si sa, così com’è, cosa ci sta a fare. Gli enti non sono aperti, ma nemmeno chiusi.
Verrebbe da dire, chiudiamoli del tutto, almeno si esce dall’equivoco e si capisce cosa fare”.
