Viterbo – Da alcuni giorni un detenuto del carcere Mammagialla, D.L.R., ha iniziato uno sciopero della fame per sollecitare la decisione della procura della Repubblica di Napoli sulla sua richiesta di decurtazione di otto mesi (già scontati) dalla durata della pena che sta tuttora espiando.
La decisione, che ridurrebbe di molto il tempo di detenzione ancora da scontare per il detenuto o addirittura lo azzererebbe consentendo la sua immediata liberazione, è già stata ripetutamente sollecitata invano.
“Sono preoccupato per la salute del mio assistito – spiega l’avvocato Roberto Fava -. L’ho sconsigliato in tutti i modi di intraprendere la strada dello sciopero della fame ma non posso non comprendere la sua motivazione e la sua necessità di avere presto il provvedimento di liberazione anticipata, che potrebbe anche essere immediata. Contrariamente a quanto possa pensare l’uomo della strada, la lentezza della giustizia non dipende dai magistrati, che fanno il possibile per gestire un’immensa mole di lavoro rispetto al loro numero e alla capacità delle strutture.
Continuerò a cercare di dissuadere il mio assistito e informerò la procura partenopea, sperando di sollecitarne uno sforzo risolutivo”.

