Viterbo – Indiziato numero uno: il parco dell’Arcionello.
A buttare nel calderone del problema cinghiali il parco di Viterbo è Antonino Corsini, presidente dell’Atc Vt1.
“Dobbiamo partire dal presupposto che il cinghiale che arriva in città – spiega – non è una causa ma un effetto. Perché la causa che ha scatenato tutto è la mancata gestione del parco dell’Arcionello. Nel 2008 quando fu istituito politici e non lo decantarono come una conquista ambientale ma di fatto non è mai stato gestito. E ovviamente causa la presenza dei cinghiali nel tessuto urbano”.
Nell’ultimo periodo nel capoluogo della Tuscia sono stati avvistati diversi esemplari, causando disagi e problemi. “Purtroppo – continua Corsini – non è prima volta che l’Atc riceve lettere che segnalano di presenza specie nelle adiacenze di Viterbo. A marzo dello scorso anno i residenti di via Monte Pizzo denunciarono problemi per il traffico pedonale e veicolare di tutti i residenti della zona. Abbiamo scritto a tutte le istituzioni previste, dalla Provincia che ancora aveva le deleghe, alla Regione, al Comune. Ma ad oggi nessuno ha preso posizione. Le ultime segnalazioni sulla presenza di cinghiali in città sono state inviate anche alla prefettura, visto che si parla di incolumità e sicurezza delle persone. Tra l’altro la Regione non ha emanato ancora il decreto attuativo, la polizia provincia non è più deputata ad assolvere i compiti che aveva prima. Dire che il momento è particolarmente critico sembra quasi un eufemismo”.
Secondo il presidente dell’Atc Vt1 però una soluzione ci sarebbe. “Per prima cosa le istituzioni si devono attivare per adottare tutte le misure previste dalla normativa vigente per il contenimento e per farlo l’Atc si rende disponibile e mette a disposizione risorse umane del volontariato venatorio, coadiutori di gestione che potrebbero fornire un contributo dovuto dal patrimonio esperienza e conoscenza maturato in anni di attività anche in aree protette. Inoltre si potrebbe attuare per l’Arcionello un progetto simile a quello messo in piedi per il parco di Monte Rufeno dove ci sono gli stessi problemi. In questo caso dopo un incontro tra ente parco e Atc è venuta fuori un progetto condiviso mirato al contenimento strutturato fatto con squadre operative miste (dipendenti parco e mondo venatorio) per effettuare catture e eventuali abbattimenti dentro e fuori il parco. Insomma, noi siamo pronti e, attraverso le squadre presenti sul territorio, possiamo fare qualcosa e dare un utile contributo”.
Dalla Regione intanto qualcosa si muove. Il 28 giugno a Viterbo all’aula magna dell’ex facoltà di Agraria l’assessore Hausmann incontrerà le Atc V1 e Vt2, le e associazioni venatorie, agricole e i rappresentanti delle squadre di caccia al cinghiali per individuare le linee guida della caccia al cinghiale per la prossima stagione.
Maria Letizia Riganelli

