Viterbo – (g.f.) – I cinghiali che scorrazzano liberi in città sono un pericolo. Non solo per cittadini e automobilisti che rischiano di trovarseli davanti, in particolare dalle parti dell’Arcionello, ma anche per la politica.
Ieri in consiglio provinciale, duro scontro tra Mario Quintarelli (Pd) e il presidente Mauro Mazzola.
Arrivati a fine seduta, fin lì tutto è filato liscio, Mazzola sta ordinando lo sciogliete le righe quando Quintarelli, consigliere di maggioranza e capogruppo Democratico in comune, interviene.
C’è il problema dei cinghiali a Viterbo, in zona Arcionello. Anche la provincia faccia qualcosa.
Veramente l’ente, fa notare Mazzola, qualcosa l’ha già fatta. C’è stato un incontro in prefettura anche con il corpo forestale. Solo che il comune non ha partecipato. Senza contare che palazzo Gentili ha competenze zero in materia, tocca alla regione.
Quintarelli si risente: “Sto parlando della Tangenziale, molto trafficata, nel centro abitato. Prima che accada qualcosa con i cinghiali che attraversano, è tempo che i due enti s’impegnino. Evitando lo scaricabarile”.
Mazzola la prende bene e risponde col consueto garbo.
“La competenza è della regione – replica Mazzola – e non c’è nessuno scaricabarile.
Se fossi stato il sindaco di Viterbo, vista la situazione di pericolosità, avrei emesso un’ordinanza contingibile e urgente. La può fare il sindaco, non il presidente della provincia. Poi avrei chiamato il prefetto, mi sarei fatto sentire”.
Mentre dal canto suo: “Ho già detto che la provincia la sua parte la vuole fare. Mette a disposizione la polizia provinciale, ci vogliamo vedere? Io domattina sto qui dalle 8.30. Vediamoci e parliamo. Di più no. Come ente non abbiamo competenze e io un atto illegittimo non lo faccio”. Amen.
“Provincia a o comune – incalza Quintarelli – non importa, c’è un problema”. L’arrampicata sugli specchi si fa complicata.
“Noi come provincia abbiamo partecipato alla riunione – insiste Mazzola – se anche il comune con un suo delegato e un suo dirigente ha piacere a intervenire, sarebbe un bene. A ognuno le sue competenze”.
Soltanto ispirato dall’intento di rimettere pace, Elpidio Micci dall’opposizione si sente in dovere d’intervenire. Per dare ragione al presidente Mazzola. Ci volevano giusto i cinghiali.
“La sua risposta è legittima – spiega Micci – il comune è competente in primis, il sindaco che fa?”.
Gianluca Angelelli (Pd) suggerisce ai due, Micci e Quintarelli, di discuterne in una sede più appropriata. In consiglio comunale.
La seduta è sciolta, ma Quintarelli lascia un’ultima frase a verbale: “Mi stupisco dell’intervento di Micci”. I cinghiali, si sa, sono un problema e ora lo sanno pure a palazzo Gentili.

