Viterbo – Elezioni amministrative e situazione in comune, l’intervento di Francesco Serra, consigliere Pd, a tre anni dall’insediamento della giunta Michelini.
– Forse sono nel pallone (considerando che ci sono i campionati Europei e che tifo Viterbese), ma prendo brevemente spunto dai risultati della recente tornata amministrative che seppure parziali, sono secondo me utili da analizzare complessivamente per arrivare a cogliere indicazioni e capire per tempo gli errori anche a Viterbo.
L’idea d’intercettare voti allargando la coalizione non riesce laddove viene impostata come alleanza organica (vedi Napoli e Cosenza) e dà risultati minimi, laddove viene presentata come esperienza civica (vedi Roma).
A parte il fatto che alcuni pseudo agglomerati politici rischiano di avere più poltrone che voti, è proprio l’idea di sommare “figurine”di varia estrazione a essere sonoramente bocciata dagli elettori.
Oltre a essere un errore politico, si penalizza il Pd nella sua idea d’innovazione e cambiamento.
Al Pd nazionale serve una dose massiccia d’innovazione e cambiamento (come promesso) per mantenere e aumentare il consenso ottenuto alle Europee, per recuperare quello perduto.
Come non pensare che l’innovazione non serva pure nel viterbese?
Perché non cogliere da subito i segnali che arrivano dalle elezioni amministrative, ma anche e soprattutto dalla nostra comunità e rassegnarci a governare in modo non esattamente soddisfacente anche a Viterbo?
Perché continuare, pur consapevole dell’importanza in consiglio comunale delle varie esperienze civiche, nel gioco delle “figurine” e nel valzer degli assessori?
Può il Pd locale permettersi di non reagire a questo andazzo?
Esistono emergenze sociali, come le famiglie di pazienti nelle Rsa, sulle quali una giunta di centrosinistra deve per definizione agire in tempo, coniugando un principio di solidarietà e giustizia sociale. Stiamo cercando di riparare, ma siamo stati colti in contropiede.
Esistono urgenze di sviluppo economico decisive, come la questione del termalismo, su cui abbiamo lavorato, ma su cui siamo balbettanti nel portare a termine il lavoro stesso.
Esistono urgenze di carattere culturale, visto che a fine mese scade il bando del Mibact sulla capitale italiana della cultura per il 2018 e su questo bisogna insistere forte. Nel 2017 riapre il teatro Unione, ottimo lavoro. Ora dobbiamo riempirlo di contenuti.
Mi fermo qui, consapevole che le cose citate rappresentano solo una piccola parte di ciò che si può fare far cambiare la città.
Abbiamo due strade, come Pd e come maggioranza.
Scegliere d’ignorare la prima e dedicarsi prevalentemente al piccolo cabotaggio quotidiano, oppure possiamo utilizzare i due anni residui per mettercela tutta e provare a lasciare, a fine mandato la città migliore di come l’abbiamo presa.
La differenza fra la politica delle figurine e la politica vera è, in fin dei conti, tutta qui.
Francesco Serra
consigliere comunale Pd
