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“Emergenza cinghiali, ci stiamo lavorando”

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Carlo Hausmann

Carlo Hausmann

Viterbo – Ridurre la popolazione dei cinghiali nel Lazio si può.

Ne è convinto l’assessore regionale all’Agricoltura Carlo Hausmann, che da mesi ha iniziato un percorso per razionalizzare l’attività venatoria, con l’obiettivo di migliorare la gestione della specie e tutelare gli agricoltori.

“Ieri sera – afferma l’assessore all’Agricoltura – è iniziato il nostro tour nelle province del Lazio, per ascoltare cacciatori, agricoltori e associazioni ambientaliste, volto a redigere un nuovo regolamento di caccia al cinghiale. Siamo partiti da Viterbo, sia perché è una delle piazza più calde per i problemi che questi animali stanno creando al territorio sia perché l’Atc Vt1 è stato il primo ambito che ha fatto domanda per la caccia di selezione e rispetto alle altre province ha già un regolamento di gestione consolidato”.

Come sta affrontando la Regione l’emergenza cinghiali?
“A livello regionale il settore è oggetto di una grande risistemazione. Questo è il primo anno che il calendario venatorio completo è uscito entro il 15 giugno, quindi nei tempi previsti dalla legge. Un fatto che non era mai successo prima e un modo per dare ai territori la possibilità di organizzarsi con maggiore tempismo. Per noi è un primo risultato importante, concordato con agricoltori, cacciatori e ambientalisti, con cui abbiamo fatto quattro incontri. Il calendario rappresenta il documento pilota per far ripartire il riassetto”.

Quali sono i passi successivi?
“Entro luglio approveremo il regolamento regionale per la caccia al cinghiale, che, e voglio specificarlo, riguarda tutto quello che avviene fuori dalle aree parco, dove non si può cacciare. Successivamente redigeremo un provvedimento per le aziende faunistiche venatorie e per le zone addestramento cani. Tutto questo porterà, entro la fine della legislatura, al nuovo piano faunistico venatorio regionale. E sarà così completo lo scheletro della programmazione”.

Cosa succede a luglio?
“Faremo cinque incontri, uno per provincia, per discutere delle linee guide della caccia al cinghiale, che costituisce l’emergenza del momento. Ci sono diversi problemi da affrontare che riguardano le modalità di caccia. Va rivista l’organizzazione delle squadre e va presa in considerazione anche la possibilità della caccia individuale. Il secondo discorso riguarda invece la connessione tra squadre e zone interessante all’attività venatoria. Su questo la Tuscia parte già con situazione consolidata e non ci saranno molti problemi. Il regolamento regionale non farà altro che accogliere l’attuale situazione. Il secondo punto da affrontare riguarda invece la tutela degli agricoltori. Al di là del contenuto del regolamento, noi abbiamo lanciato la possibilità per tutelare gli agricoltori, grazie ai fondi previsti nel piano di sviluppo rurale, di finanziare gli stalli. Ovvero gabbie per effettuare le catture. Questo perché in un momento di emergenza qualsiasi provvedimento per ridurre la popolazione dei cinghiali è ben accetto”.

Il nuovo regolamento prevede il passaggio di deleghe agli Atc, che si troveranno a gestire la caccia al cinghiale. Tutto questo quando avverrà? 
“Sono convinto che ce la faremo per l’inizio di questa stagione venatoria. Abbiamo i tempi per farlo. Entro la fine di luglio approveremo il nuovo regolamento e faremo in modo che gli Atc lo recepiscano. Affidare la gestione della caccia al cinghiale agli ambiti territoriali di caccia era l’unica soluzione che potevamo mettere in campo per contrastare l’emergenza e puntiamo molto sulle loro funzionalità”.

Sull’emergenza cinghiali è stato tirato in ballo il parco dell’Arcionello. Gli assessorati all’Agricoltura e all’Ambiente stanno facendo qualcosa in proposito?
“C’è un confronto continuo e gli assessorati lavorano insieme. Ma sul parco l’autorità è appunto l’ente parco che deve decidere cosa fare.  La selezione possiamo attuarla fuori. Dentro serve stabilire le modalità, ma ripeto deve decidere chi ha la gestione. Attualmente la tendenza è quella delle catture, ma ovviamente serve una pianificazione. E’ quindi molto importante che ogni singola amministrazione parco collabori per ridurre la densità dei cinghiali e metta a punto una strategia. In questo potrebbe essere importante il finanziamento per gli stalli di cattura”.

In questo quadro di programmazione anche la polizia provinciale avrà un ruolo?
“Insieme alla caccia di selezione per gestire l’emergenza deve crescere molto lo strumento della cattura. Per questo entro una decina di giorni sarà operativo l’accordo con la polizia provinciale che sarà utile e necessaria per frenare l’emergenza”.

Maria Letizia Riganelli

 


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