Viterbo – (g.f.) – Nella Tuscia, in 19 comuni su 60 il limite d’arsenico nell’acqua è superato, a volte anche di molto rispetto alla soglia di 10 microgrammi per litro, ma se si va a controllare un altro valore, quello dei fluoruri va un po’ meglio, seppure non troppo.
Sono 11 su 60 i comuni in cui si va oltre. Il livello massimo di fluoruro consentito è pari a 1,50 per microgrammo. Molti centri sono ampiamente sotto, ma in realtà come ad esempio Farnese, dove la concentrazione d’arsenico è molto bassa (1 microgrammo rispetto al limite di 10), si arriva a 2,34.
Livelli superati al consentito a Bagnoregio in località Capraccia (1,69) e Castel Cellesi (1,58). Sullo stesso valore di Castel Sant’Elia (1,59).
A Cellere il livello sale a 1,71, mentre a Faleria la rete Parco Falisco fa segnare 1,85 microgrammi per litro e nella zona industriale 1,98.
A Grotte di Castro, valore a 1,79, Monte Romano 1,77. A Nepi ancora più alto, nella rete di Concio, 2,66 e 1,60 a Varano.
Al pozzo della Jella a Sutri i fluoruri sono a quota 1,67 e a viale Italia a 1,58.
A Vetralla, località Cinelli, 1,61.
Rispetto all’arsenico, dove i valori sono tutti nella norma, a Viterbo, c’è un punto oltre. A Grotte santo Stefano i fluoruri segnano 1,63 microgrammi per litro.
I dati si basano sui rilievi effettuati dalla Asl nel mese di giugno.
