San Pietroburgo – Sono appena tornato da San Pietroburgo dove ho preso parte all’International economic forum, ospite della sessione Global energie prize, per partecipare, in qualità di scienziato, a due eventi in programma riguardanti il futuro dell’economia globale.
Al di là delle considerazioni di merito sul tema (per chi è intressato può vedere il video al link) ho avuto il privilegio di assistere all’incontro Putin – Renzi con il giornalista della Cnn Fareed Zakaria.
Questa intervista è stata preceduta da un intervento di Putin sullo stato dell’economia russa e sulle prospettive future. Un intervento non scevro da un’analisi attenta e anche critica della situazione russa.
Un’economia troppo basata sulle fonti energetiche fossili che necessita di una forte diversificazione soprattutto nel campo dell’innovazione tecnologica e manifatturiera.
Inoltre la consapevolezza che la tecnologia da sola non basta ma che sia necessario cambiare la struttura organizzativa del sistema produttivo russo, ancora non sufficientemente scevro da burocrazie, lentezze e inefficienze nella penetrazione dei mercati.
Tornando all’intervista, devo dire che la discussione è stata di alto livello con entrambi gli interlocutori ingaggiati su questioni di grande rilevanza globale. Mi ha colpito il presidente Putin per la sua visione pragmatica e assolutamente razionale, per nulla bellicosa, come invece mi sarei aspettato.
Il presidente della Russia ha tracciato l’analisi geopolitica globale sul principio che la democrazia non può essere imposta con la forza, ma che deve essere raggiunta con l’autodeterminazione dei popoli.
In qualche modo ripercorrendo le varie fasi dalla primavera araba in quei paesi che sono diventati poi teatri di guerra (vedi la Siria) e ovviamente con un ultimo riferimento all’Ucraina. Mi ha colpito la sua affermazione che se ci fosse stato un processo graduale democratico, attraverso una modifica costituzionale per la tutela delle minoranze, la Russia avrebbe riconosciuto il nuovo governo ucraino anche se espressione dell’attuale maggioranza.
Anche il riferimento alla fine della guerra fredda e alla necessità di una cooperazione globale ha posto il presidente Putin in una luce sicuramente più moderata di quello che mi sarei aspettato. Interessante il riferimento alle sanzioni Ucraine, rivolto a Matteo Renzi, vero tema dell’incontro bilaterale Italia Russia, quando Putin gli chiede se ha ancora pazienza visto che le sanzioni danneggiano economicamente l’Europa e la Russia, ma che sono state invocate dagli Stati Uniti che hanno meno dell’ 1% delle esportazioni in Russia e che quindi non ne subiscono l’impatto.
Devo dire che Renzi è stato bravo a dribblare e a mantenere una posizione europea prudente, anche se ferma sul fatto che le sanzioni non potranno essere rinnovate automaticamente dall’Europa senza un confronto politico tra i leaders.
Renzi ha strappato molti applausi in platea riferendosi alle radici che uniscono i popoli russo e italiano (basti pensare all’Hermitage di San Pietroburgo costruito da architetti italiani) e al tema della bellezza, dell’arte e della musica che hanno fatto grandi i nostri popoli.
Ha giocato un colpo ad effetto citando il concerto diretto dal maestro russo Valery Gergieva Palmira appena liberata dall’Isis, un esempio, ha sottolineato Renzi, di come il terrorismo si batte con l’educazione e con la cultura.
Infine un piccolo siparietto sulla partita Italia – Svezia (appena comiciata durante l’intervista) e la battuta di Renzi sulle riforme costituzionali e la stabilità del governo con la nuova legge elettorale: “In Italia i governi durano quanto un gatto sull’autostrada”. Ovviamente suscitando molta ilarità da parte del pubblico. In sintesi è stato un incontro per me interessante.
Nonostante frequento da molto tempo questo paese per motivi accademici ho avuto una bella lezione di geopolitica e ho avuto l’impressione che Putin abbia maturato la consapevolezza del suo ruolo determinante per gli equilibri mondiali e lo stia cercando di fare, non solo per la sua nazione, ma con uno sguardo rivolto in modo più ampio per un interesse generale.
Riccardo Valentini
Consigliere regionale del Pd










