Viterbo – “A luglio torno in Italia, mi specializzo e poi mi trasferisco a Padova. Lavorerò all’Istituto Oncologico Veneto”.
Marta Schirripa, 31 anni, ricercatrice viterbese, premiata dal Congresso della Società americana di oncologia clinica a Chicago, ha deciso, rientrerà nel suo Paese. Si parla molto di cervelli in fuga, la sua è una scelta in controtendenza.
Lo ha raccontato in un’intervista pubblicata da Vanity Fair. “Sulla fuga dei cervelli si sente dire di tutto – racconta Marta al settimanale – in Italia ci sono centri di eccellenza dove si fa una buona ricerca in ambito medico.
Ovviamente all’estero ci sono altre e diverse possibilità, per alcune figure professionali restare qui può significare tanto lavoro e poche soddisfazioni anche economiche, ma non credo sia per tutti così”.
Marta è tornata al suo lavoro di ricercatrice. “Sono specializzanda in oncologia medica all’Università di Pisa – continua l’intervista a Vanity Fair – e ho passato gli ultimi nove mesi nel laboratorio del professor Heinz-Josef Lenz a Los Angeles con cui continuerò a collaborare.
A luglio torno in Italia, mi specializzo e mi trasferisco a Padova, dove lavorerò all’Istituto Oncologico Veneto”.
Il riconoscimento a Marta Schirripa riguarda uno studio clinico condotto in Italia su un gene che può essere un segnale premonitore del tumore al colon.
Le analisi sono state realizzate nell’ateneo californiano, al laboratorio di Lenz. Un risultato ottenuto in team.
“Il premio è frutto di un lavoro che ho pensato dall’inizio alla fine – prosegue Marta nell’intervista – ma non esiste ricerca senza lavoro di squadra. Il merito lo condivido con i miei colleghi italiani e con quelli con cui sto lavorando qui a Los Angeles.
I miei colleghi di Padova sono coinvolti nei più importanti studi internazionali e nazionali in corso”.
Un impegno importante il suo, ma come spiega a Vanity Fair, Marta Schirripa cerca comunque di ritagliarsi spazi suoi.
“Dedico tutta me stessa al lavoro, ma cerco anche di non sacrificare la mia vita personale.
Quando ho un momento libero esco con il mio fidanzato, anche lui medico, incontro amici, sento la mia famiglia lontana e, se posso, vado a qualche concerto”.

