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“Non siamo più in caduta libera”

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La conferenza alla Camera di Commercio - Raffella Cerica, Domenico Merlani, Francesco Monzillo

La conferenza alla Camera di Commercio – Raffella Cerica, Domenico Merlani, Francesco Monzillo

Domenico Merlani

Domenico Merlani

Raffaella Cerica

Raffaella Cerica

Francesco Monzillo

Francesco Monzillo

Viterbo – “Nessuno può dire di essere fuori dalla crisi, ma non siamo più in caduta libera”.

Il presidente della Camera di commercio Domenico Merlani alla presentazione del 16esimo rapporto sull’economia della Tuscia viterbese lancia segnali quasi positivi.

“Non ci sono più perdite a due cifre – dice Merlani. Ma nemmeno risalite. In buona sostanza stiamo galleggiando. E in una situazione congiunturale di questo tipo galleggiare è un segnale positivo”.

Stamattina nella sala del consiglio della Camera di commercio di Viterbo il presidente Domenico Merlani, il segretario generale Francesco Monzillo e la direttrice del Centro ceramico di Civita Castellana Raffaella Cerica hanno illustrato dai e percentuali dell’economia viterbese nel 2015.

“Si tratta di un lavoro fatto in house – continua Merlani – con dati sintetici e indispensabili. Che ci consegna un quadro puntuale sulla situazione. I dati che oggi andiamo a presentare ci fanno pensare che in economia dobbiamo cambiare terminologia, non esiste più un mercato certo e le oscillazioni sono imprevedibili sia nei tempi che nei modi. E gli imprenditori hanno necessità di ripensare il loro lavoro. Per questo dobbiamo lavorare con oculatezza e la Camera di commercia dovrà necessariamente fare servizi per le imprese, come lo snellimento burocratico. Abbiamo attivato sportelli e ne inventeremo altri. Perché nell’ottica della riforma camerale il nostro unico obiettivo sarà quello di fornire supporto e aiuti all’imprenditoria”.

I dati nel dettaglio sono stati illustrati e analizzati dal segretario Francesco Monzillo.

“Il rapporto – spiega – è stato diviso in due parti, una analizza i dati e un’altra l’analisi congiunturale. Per i dati la situazione è chiara: nel 2015 la Tuscia ha avuto una crescita, rispetto all’anno precedente dello 0,8%, inferiore alla media nazionale e a quella del Lazio. Le imprese registrate sono 37.668 e nel 2015 sono cresciute dello 0,3%. L’agricoltura è in ripresa, resta in negativo il settore delle costruzioni e del commercio mentre si sta normalizzando quello delle attività manifatturiere. Crescono le aziende di servizi e supporto alle imprese. Nel quadro vanno inserite anche le strutture alberghiere che secondo i nostri dati sono in aumento del 37%”.

Le imprese femminili sono 10.154 aumentate dello 0,8% nel 2015, e sono maggiormente presenti nei settori agricoltura, commercio e ristorazione. Quelle giovanili che sono le più fragili (3.793) nel 2015 hanno registrato una perdita del 5,5%. Aumentano invece le imprese straniere specie nei settori commercio e costruzioni (più 2,1%).

“Un focus particolare merita il settore dell’export – dice ancora Monzillo -. Negli ultimi cinque anni è stato recuperato molto e nel 2015 c’è un incremento del 15% delle esportazioni. L’agrolimentare aumenta del 40%, la ceramica del 5,5% e il tessile del 16%. Per quanto riguarda l’indagine congiunturale il settore con l’andamento peggiore rimane quello del commercio. Sull’agricoltura, grazie a un’elaborazione interna della Camera di Commercio, possiamo affermare che sono ancora in crisi i seminativi, mentre migliora l’ortofrutta e la zootecnia. La voce migliore è quella delle colture arboree”.

Un discorso a parte merita invece l’attività del distretto industriale di Civita Castellana.

“Per la prima volta abbiamo analizzato non solo la produzione e il fatturato delle aziende del distretto ma tutto l’indotto – spiega Raffaella Cerica, direttrice del Centro ceramico – Abbiamo mappato tutte quelle realtà che lavoro a stretto contatto con le ceramiche, da quelle che si occupano delle materie prime, a quelle del recupero rifiuti. In totale sono 87 aziende per 2.700 impiegati che nel 2015 hanno fatturato 410 milioni di euro. Di questa 87 aziende naturalmente la parte del leone la fanno le industrie ceramiche che rapprendano il  71%. Solo nel 2015 le industrie ceramiche hanno fatturato 290 milioni di euro e prodotto 820mila lavabi, 731mila water, 525mila piatti doccia e 511mila bidet per un totale di circa 3 milioni di pezzi, registrando un aumento di produzione del 6%. In questo momento il distretto di Civita Castellana rappresenta il 70% della produzione nazionale”.

Il dato più significato è quello dell’export. “Le esportazioni – conclude Merlani –  sono aumentate del 10%, che significa che gli imprenditori di Civita Castellana sono riusciti a fronteggiare la crisi riposizionando quote di mercato all’estero”.

Maria Letizia Riganelli

 


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