Viterbo – Omicidio del Riello, oggi la sentenza.
Sabato Battaglia, 23enne viterbese, è accusato dell’omicidio. Il 27 settembre uccise a pugni Federico Venzi, 43 anni, romano residente a Caprarola.
Stamattina, il processo con rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Viterbo Savino Poli. Pm Massimiliano Siddi.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Antonella Durano, punta sulla riqualificazione dell’accusa di omicidio volontario in omicidio preterintenzionale, sostenendo che Battaglia non avesse intenzione di uccidere e che la morte di Venzi sia stata una tragica fatalità.
Parti civili al processo la madre e il fratello di Venzi, rappresentati dall’avvocato Samuele De Santis.
Battaglia da quel 27 settembre non è mai uscito dal carcere.
Quando incontra la vittima alla rotatoria del Riello, il 23enne, figlio di un pentito di camorra, è con la fidanzata. Venzi viene da un locale dove ha passato la serata con un conoscente di nazionalità marocchina. All’uscita di via della Palazzina, lato Ipercoop, incrociano Battaglia e la fidanzata che parlano. Venzi vede la ragazza semi sdraiata a terra. Pensa a un’aggressione e offre il suo aiuto, chiede se c’è bisogno di chiamare i carabinieri. Da Battaglia ottiene una risposta tipo: “Se non te ne vai li chiamo io”.
Sembra finire lì, con i due ragazzi che si allontanano a piedi. Ma Venzi e l’amico li seguono e Battaglia non gradisce. Cinquanta metri al massimo, tempo di raggiungere a piedi l’uscita vicina della rotatoria che imbocca su via Aldo Moro: qui, i pugni che atterrano Venzi e i fidanzati che scappano via. Il 43enne muore dopo tre ore all’ospedale Belcolle.
Oggi la decisione del gup.

