Viterbo – Rapine in maschera, la banda patteggia.
Condannati a due anni ciascuno.
Finisce così il processo ai professionisti dei colpi in banca, maschera sul volto e bastoni in mano (video: i rapinatori mascherati in azione – l’operazione dei carabinieri – fotocronaca – slide).
Ieri mattina in tre hanno patteggiato davanti al gup del tribunale di Viterbo Savina Poli. Due anni e due mesi a Daniele Virgutto. Due anni a Maurizio Masella. Due anni e quattro mesi a Bruno Romanelli.
Rispondevano a vario titolo delle incursioni in banca a Vasanello, Nepi e Narni tra l’estate e l’autunno 2015. I carabinieri la chiamarono operazione “The mask”, dalle maschere di gomma sequestrate durante il blitz della cattura, insieme a mazze e parrucche.
Virgutto, 51 anni, è figlio di un ex membro della banda della Magliana. Alle spalle, una lunga serie di assalti agli istituti di credito, che gli hanno fatto guadagnare la fama di rapinatore seriale. Cinque anni fa, scappò da una struttura sanitaria dov’era agli arresti domiciliari per tentato duplice omicidio. Ieri ha patteggiato solo il colpo all’Unicredit di Vasanello del 22 luglio: 18mila euro rubati. Il bottino più ricco tra quelli che la banda portò a casa in quel periodo.
Seguirono gli 8mila euro sottratti alla filiale banca di Spoleto a Narni, più un’altra rapina a Terni, per la quale Virgutto, assistito dall’avvocato Sandro D’Aloisi, è già stato giudicato dai magistrati umbri.
Infine il colpo da 13mila euro a Nepi contestato a Masella e Romanelli.
Una progettazione al dettaglio per garantirsi l’impunità. Ma non è durata molto: il blitz degli uomini del colonnello Mauro Conte – 60 militari e unità cinofile – all’alba del 24 novembre scorso ha portato a cinque arresti. Il sesto appena qualche giorno dopo.
Tre patteggiamenti. Una richiesta di archiviazione. Un indagato stroncato da malore in cella. Un solo imputato a processo: la compagna di Virgutto, Alessandra Serafini, laureata in psicologia, ma anche ‘collaudatrice’ della banda. La prima, secondo le indagini del pm Stefano D’Arma, a recarsi sul posto per monitorare di persona gli obiettivi, scattare fotografie, controllare la posizione di banconi, casseforti e videocamere di sicurezza. Gli occhi del gruppo, in pratica. Pronta a relazionare gli altri su ogni sopralluogo. A ottobre tornerà davanti ai giudici.



