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Rossana scheletrica e coperta di piaghe

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Rossana Bramante

Rossana Bramante

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dov’è stata trovata l’anziana

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dov’è stata trovata l’anziana

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dov’è stata trovata l’anziana

Ronciglione - Il funerale di Rossana Bramante

Ronciglione – Il funerale di Rossana Bramante

Ronciglione – Denutrita e coperta di piaghe da decubito.

Era in queste condizioni Rossana Bramante (fotocronaca – slide). L’autopsia sull’anziana trovata morta dentro un congelatore a Ronciglione a febbraio svela una triste storia di solitudine: nessuno si prendeva cura di lei.

La 79enne di Castelnuovo di Porto ha trascorso i suoi ultimi giorni – forse settimane – sempre a letto. Immobile. 

Nessuno che la aiutasse a muoversi sotto le coperte per prevenire quelle dolorose piaghe da decubito: buchi scavati nel corpo di chi è costretto a restare sdraiato e che, forse, nel caso di Rossana, non sono stati neppure medicati per evitare infezioni.

Non solo. Da quanto trapela, Rossana potrebbe anche essere morta di fame. Sarebbe stata trovata pelle e ossa dal medico Giorgio Bolino che ha eseguito l’autopsia. Una donna nelle sue condizioni, anziana e non vedente almeno dal 1987, avrebbe avuto bisogno di continua assistenza. Rossana, invece, era completamente abbandonata a se stessa.

In pratica, chi era con lei l’ha lasciata morire lentamente. Gli esami tossicologici negativi confermano che l’anziana non è stata avvelenata con farmaci o altro. Nessuna violenza. A parte quella di mostrare completa indifferenza per le sue necessità.

L’unico indagato, al momento, è il fratello maggiore Ivo Bramante, 82enne in casa di cura, assistito dall’avvocato Marco Marcucci. Il corpo dell’anziana è stato trovato nel garage della casa in cui Bramante viveva in affitto dal 2009. Tutti pensavano che l’anziano pittore abitasse da solo in quell’appartamentino davanti all’ospedale di Ronciglione. Al padrone di casa, aveva detto che la sorella era in un istituto di suore, ma agli investigatori non risulta e in ogni caso il cadavere era nella sua casa. Lo ha trovato l’amministratore di sostegno di Bramante, una giovane donna incinta, incaricata di occuparsi dello sgombero (l’82enne, da luglio 2015, si era trasferito in una casa di cura). Quando alzò il coperchio del congelatore vide la mano di Rossana sbucare da una busta di plastica. La palazzina si riempì subito di carabinieri.

La procura – pm Fabrizio Tucci – ipotizza l’occultamento di cadavere, ma l’indagine è ancora in corso e la contestazione potrebbe cambiare dopo i risultati dell’autopsia. Una conclusione possibile è che Rossana sia stata trascurata e, quindi, maltrattata. Gli inquirenti dovranno valutare anche se ci sono gli estremi per parlare di morte come conseguenza di altro reato: i presunti maltrattamenti, appunto, derivati dall’aver lasciato Rossana al suo destino.

Una donna sola fino all’ultimo. Nessuno che, per anni, ne abbia notato o denunciato la scomparsa. Nessun parente ad accompagnarne la bara (video – fotocronaca – slide). Il duomo di Ronciglione non era mai stato vuoto come nel giorno dei suoi funerali.

Stefania Moretti


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