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Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

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Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla con l'avvocato Fabrizio Ballarini e Claudio Mariani

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla con l’avvocato Fabrizio Ballarini e Claudio Mariani

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

Rudy Guede fuori dal carcere di Mammagialla

 
L'avvocato Fabrizio Ballarini1

L’avvocato Fabrizio Ballarini1

Claudio Mariani

Claudio Mariani

Viterbo – Rudy Guede, 36 ore fuori dal carcere.

A partire da oggi, dopo aver scontato metà della pena e ottenuto un permesso premio di due giorni, dal 25 giugno alle 21 del 26 (video – fotocronacaslide).

Un paio di panini per pranzo, una birra, un profumo, una scacchiera e un melograno. Le sue richieste.
Dal primo novembre 2007, giorno in cui venne uccisa Meredith Kercher in via della Pergola a Perugia, sono trascorsi quasi 9 anni.

Gli anni passati in carcere da Rudy Guede, la quasi totalità nell’istituto viterbese di “Mammagialla”, proclamandosi innocente. Prima in merito alle accuse, poi rispetto alla sentenza definitiva che lo condanna a 16 anni di reclusione per alcuni reati tra cui il concorso in omicidio. Assolti invece, anch’essi in via definitiva, i suoi due ex coimputati, Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

Questa mattina alle 9, Rudy Guede ha messo piede fuori dalla cella non per l’ora d’aria, ma per uscire dal cancello principale del carcere, quello che dà sul piazzale principale che immette in Strada Santissimo Salvatore. Puntualissimo.

Ad aspettarlo la stampa, dalle testate italiane a quelle anglosassoni, e i volontari del Centro per gli Studi Criminologici (CSC) che ha creato un gruppo di lavoro a sostegno della sua innocenza. Da Claudio Mariani, coordinatore del gruppo, a Marcello Cevoli e Rita Giorgi, rispettivamente presidente e direttore scientifico del Csc, fino all’avvocato Fabrizio Ballarini.

Dal cancello del carcere alla macchina che lo ha portato a Viterbo presso la struttura del Gavac (per esteso) che lo ospiterà fino a domani. Prima, però, il passaggio in via della Pace dove c’è la caserma dei carabinieri per le notifiche amministrative del caso.

La preoccupazione principale: il confronto con un mondo completamente cambiato e una realtà profondamente diversa da quella carceraria. Diversi i colori, i rumori, gli odori. “Rudy – ha detto Claudio Mariani – non sapeva come fosse fatto un cellulare di ultima generazione, ha avuto paura ad attraversare la strada. Ha pensato anche, vedendolo, che il televisore con schermo piatto nella sua stanza al Gavac fosse un quadro”.

Dopo l’ingresso nella casa di accoglienza in via Santa Rita a Viterbo, Rudy ha incontrato la famiglia Benedetti, domani incontrerà invece i Tiberi. Entrambe le famiglie sono di Perugia, amici che lo hanno sempre sostenuto, mai abbandonato. Vedrà poi altre persone, tra cui i volontari del Csc.

“Un fondamentale spicchio di libertà – ha fatto sapere Guede tramite i suoi legali – Vedere cosa c’è fuori dal carcere in un mondo cambiato così velocemente in questi anni, rafforza la mia speranza. L’inizio di un nuovo percorso”.

Due giorni per incontrare amici e familiari che non vede da anni. Per guardare fuori da una finestra senza sbarre in una città dove è appena iniziato il Festival Caffeina dove il prossimo 30 giugno si tornerà a parlare di Rudy Guede – alle 21 in piazza del Fosso – e della richiesta di revisione del processo.

Daniele Camilli


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