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“Si all’integrazione no all’invasione”

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Il sindaco di Blera Elena Tolomei alla protesta in piazza delle Erbe

Il sindaco di Blera Elena Tolomei alla protesta in piazza delle Erbe

Viterbo - Immigrati, la protesta a piazza delle Erbe

Viterbo – Immigrati, la protesta a piazza delle Erbe

Viterbo - Immigrati, la protesta a piazza delle Erbe

Viterbo – Immigrati, la protesta a piazza delle Erbe

Viterbo - Immigrati, la protesta a piazza delle Erbe

Viterbo – Immigrati, la protesta a piazza delle Erbe

Il coordinatore regionale di Noi con Salvini Umberto Fusco con Enrico Maria Contardo

Il coordinatore regionale di Noi con Salvini Umberto Fusco con Enrico Maria Contardo

Il sindaco di Blera Elena Tolomei alla protesta in piazza delle Erbe

Il sindaco di Blera Elena Tolomei alla protesta in piazza delle Erbe

Viterbo - Immigrati, la protesta a piazza delle Erbe

Viterbo – Immigrati, la protesta a piazza delle Erbe

Viterbo – (g.f.) – “Si all’integrazione, no all’invasione”.

Il comitato di Civitella Cesi l’aveva promesso e stamani ha spostato la protesta dalla frazione di Blera a Viterbo.

Gazebo, striscioni e manifesti a piazza delle Erbe, prima d’essere ricevuti dal prefetto.

I 48 immigrati da ospitare in una struttura privata, in un borgo che conta 200 abitanti non sono sostenibili.

I cittadini lo ribadiscono: “Ospitare per forza non è libertà. Senza strutture idonee non c’è libertà nemmeno per gli ospiti”. Altri striscioni.

Il comitato ha il sostegno del comune. In piazza c’è la sindaca di Blera Elena Tolomei con i colleghi di Monte Romano e Barbarano Romano, molti cittadini e rappresentanti di Noi con Salvini.

La protesta è pacifica e la sindaca spazza via qualche dubbio che potrebbe insinuarsi, visto l’argomento.

“Come comune – dice Tolomei – abbiamo accolto l’invito da parte del comitato popolare nato spontaneamente a Civitella Cesi. Le motivazioni sono del tutto estranee all’intolleranza”. E’ un problema di numeri.

“La comunità vuole avere la garanzia di non essere sconvolta da questa tipologia d’accoglienza che noi riteniamo non sostenibile per i nostri territori. Come sindaco ho accolto l’invito del prefetto, del 5 per 60. Un’accoglienza diffusa”.

Ovvero, cinque immigrati per ogni comune della Tuscia. “Se ogni amministrazione ne accogliesse cinque – continua Tolomei – i numeri della Tuscia sarebbero assorbiti”. Sarebbe un modo d’accogliere diffuso e sostenibile.

“Sono mesi che lo andiamo dicendo, come comune abbiamo partecipato al progetto Sprar. Al contrario del bando per il quale ci cadono addosso le decisioni e i comuni sanno d’eventuali accoglienze solo a cose fatte, con lo Sprar c’è un confronto e i comuni hanno la loro responsabilità nell’accoglienza”.

A Blera il modello è già stato testato. “Allo Sprar – spiega Tolomei – abbiamo partecipato con Corchiano e Arci Solidarietà. Da qualche mese ospitiamo una famiglia siriana di cinque persone, madre padre e tre bambini.

Si stanno già integrando, partecipano ai corsi estivi a Blera e i ragazzi si sono iscritti rispettivamente a elementare, media e scientifico di Mazzocchio”.


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