Viterbo – In “silenzio” arriva il JazzUp festival 2016. Da venerdì 24 giugno a domenica 10 luglio a piazza del Gesù.
Mi sono spesso chiesto in questi giorni che precedono la manifestazione, come sarebbe stato se tutte le incredibili difficoltà incontrate nella realizzazione di questo festival non fossero mai sorte.
Se le meravigliose persone che con me hanno condiviso questo grande sforzo organizzativo, non si fossero entusiasmate nel dare il meglio delle loro straordinarie capacità professionali.
Se i centinaia di artisti coinvolti, non avessero manifestato il loro desiderio di partecipare, la loro grande voglia di esserci, di ritornare, di sentirsi tutti insieme partecipi di un grande progetto che ora appare in tutta la sua splendida veste culturale.
Questo mi sono chiesto, ma non ho trovato risposta, neanche rovistando nei miei pensieri, cercando di addolcire questo “imbarazzo” nei ricordi piacevoli, legati ai tanti appuntamenti sin qui realizzati, una sorta di antidoto, un antistress, come in quell’immagine che mi sovviene spesso in aiuto, tutte quelle volte che mi sento disorientato, e che evoca nel mio inconscio la rinascita di un giorno nuovo dopo l’oscurità della notte.
Non ho individuato nessun conforto nemmeno cercando di giustificare le centinaia di ore spese per allestire questo palinsesto, trascorse al telefono o in macchina in giro per l’Italia, immerso in un fiume di parole.
Un tempo accompagnato sempre da una sensazione di inadeguatezza, sempre troppo stretto, ma pensato fosse l’arma per combattere il demone della pigrizia, la panacea per non essere travolti dalla routine della banalità quotidiana, la lenta agonia che attanaglia la nostra esistenza conformista.
Sorprendentemente però, quando tutto mi sembrava vano, ho intuito cosa potesse celarsi dietro tutto questo, e proprio quando sembrava non potesse rivelarsi una verità, ho colto un segnale semplice quanto consistente negli occhi di una persona cara, compagna di tutta una vita, che con il suo sguardo di dolcezza nascondeva il disappunto per i pochi momenti che le erano stati concessi, ed il suo silenzio illuminava meravigliosamente quello che stavo cercando.
Giancarlo Necciari
Direttore artistico JazzUp
Programma completo su JazzUp Channel
