Viterbo – Due su due.
Prima il campionato, poi la Poule scudetto.
La Viterbese ha sbancato la serie D vincendo tutto quello che c’era da vincere.
Un risultato storico quello ottenuto dalla società di via della Palazzina, che dopo otto anni potrà finalmente rientrare nel mondo del professionismo. E dalla porta principale.
A tracciare un bilancio degli ultimi dieci mesi vincenti, il presidente Vincenzo Camilli.
Partendo dalla fine, le sue sensazioni dopo la vittoria di domenica.
“Qualcosa di straordinario. Sono contento, è la ciliegina sulla torta di un campionato strepitoso. Vincere il campionato è stato bello ma vincere la Poule scudetto lo è stato ancora di più. Questa è una squadra forte, non solo per l’aspetto tecnico ma anche per quello personale. A dire il vero è anche un peccato che il campionato sia finito”.
E pensare che la stagione non è iniziata nel migliore dei modi…
“Con Sanderra è cominciata male. Male la preparazione, male la partenza della squadra. Ad agosto dicevamo di puntare a vincere lo scudetto ma un mese dopo eravamo in grossa difficoltà. Poi con l’avvento di mister Nofri e con il mercato azzeccato di dicembre le cose si sono sistemate e ci hanno permesso di fare questa escalation”.
Nuorese, Grosseto, Rieti. Qual è stata la partita più bella?
“Quella col Grosseto in casa. Giocavamo contro la nostra antagonista ma eravamo molto più forti, in tutti gli aspetti. Potevamo vincere anche a casa loro ma per nostra sfortuna non ci siamo riusciti”.
Di partite brutte ce ne sono state poche. La peggiore ad Arzachena o in casa col Cynthia?
“Contro il Cynthia è stata brutta perché già si festeggiava, ma purtroppo non si festeggia prima di giocare. Forse la partita più brutta è stata quella giocata a Castiadas. Abbiamo pareggiato (2-2, ndr) e potevamo addirittura perdere ma se andiamo a guardare la classifica si può dire che quel giorno abbiamo fatto ridere. Niente di grave, comunque. In un campionato intero ci può stare che qualche partita non vada per il verso giusto”.
Senza nulla togliere al Grosseto, è stato più bello vincere a Viterbo?
“Ti dirò la verità. Con mio padre abbiamo passato 15 anni a Grosseto e sono stati bellissimi. Ormai però è il passato, il presente e futuro è la Viterbese. Non nego comunque che vincere con la Viterbese e da viterbese è qualcosa di stupendo. Non che a Grosseto sia stato meno bello, ma è sempre difficile essere il profeta in patria e quest’anno ci siamo riusciti”.
Avete anche riportato moltissima gente allo stadio.
“Tanti tifosi e tanto entusiasmo, che come ho detto sempre è fondamentale. E’ bello per il clima ma è bello anche per noi. Vedere tanti tifosi non fa altro che piacere”.
Nel frattempo sono iniziati i lavori al Rocchi.
“Si, sono iniziati ieri ed entro il 20 dovranno essere ultimati. Da parte nostra ci impegniamo a iscrivere la squadra, ma l’aspetto degli adeguamenti spetta al comune”.
Sta già pensando alla Viterbese del prossimo anno?
“Sinceramente no. Il campionato è finito domenica e adesso è giusto staccare un po’ la spina. Non abbiamo ancora deciso niente. Poi con calma cominceremo a impostare la prossima stagione, perché con l’arrivo in lega Pro bisogna valutare molto attentamente tutti gli aspetti”.
Per concludere, a chi dedica questa bella vittoria.
“La dedico alla mia compagna Cristiana e a mia figlia Ginevra, nata un mese e mezzo fa”.
Samuele Sansonetti



