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41 casi di stalking e 51 di maltrattamenti

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Il sottosegretario dell'Interno, Gianpiero Bocci

Il sottosegretario dell’Interno, Gianpiero Bocci

Il sottosegretario dell'Interno, Gianpiero Bocci

Il sottosegretario dell’Interno, Gianpiero Bocci

Viterbo - Prefettura - La firma del protocollo d'intesa sul contrasto alla violenza

Viterbo – Prefettura – La firma del protocollo d’intesa sul contrasto alla violenza

Viterbo - Prefettura - La firma del protocollo d'intesa sul contrasto alla violenza

Viterbo – Prefettura – La firma del protocollo d’intesa sul contrasto alla violenza

Paola Conti

Paola Conti

Viterbo - Prefettura - La firma del protocollo d'intesa sul contrasto alla violenza

Viterbo – Prefettura – La firma del protocollo d’intesa sul contrasto alla violenza

Viterbo - Prefettura - La firma del protocollo d'intesa sul contrasto alla violenza

Viterbo – Prefettura – La firma del protocollo d’intesa sul contrasto alla violenza

Viterbo - Il sottosegretario Giampiero Bocci in Comune

Viterbo – Il sottosegretario Giampiero Bocci in Comune

Viterbo - Il sottosegretario Giampiero Bocci in Comune

Viterbo – Il sottosegretario Giampiero Bocci in Comune

Leonardo Michelini e Giampiero Bocci

Leonardo Michelini e Giampiero Bocci

Giampiero Bocci e Giuseppe Fioroni

Giampiero Bocci e Giuseppe Fioroni

Viterbo – (g.f.) – Percosse, maltrattamenti e lesioni verso le donne. Situazione allarmante a Viterbo.

Non è un caso se nella sala Coronas della prefettura è stato sottoscritto il protocollo d’intesa “Non avere paura” (fotocronacaslide).

Presente Giampiero Bocci, sottosegretario all’Interno, oltre all’assessora regionale Lucia Valente, i sostituti procuratori Paola Conti e Franco Pacifici, il direttore generale Asl Daniela Donetti, l’azienda ha promosso il progetto, quindi autorità, forze dell’ordine e sindaci della Tuscia.

Se in generale i reati in provincia sono in calo, quelli di genere, verso le donne, dalle percosse allo stalking, pongono la Tuscia in una situazione allarmante.

Cresce il numero delle vittime. Dal 40% del 2014 al 44% del 2015.

Per le lesioni, Viterbo è prima nel Lazio in casi segnalati insieme a Latina. Penultima provincia, invece, dopo Roma e Latina su maltrattamenti e stalking.

Sono già 41 nel 2016 i casi di stalking segnalati e 51 i maltrattamenti in famiglia. Da marzo al pronto soccorso di Belcolle è stato aperto uno sportello e sono già 21 le persone che vi hanno fatto ricorso.

Negli ultimi due anni la questura è andata per 292 volte nelle scuole, a portare la cultura della legalità, del rispetto, strumenti importanti di prevenzione.

A Viterbo era l’ottobre 2013 quando è stato segnalato il primo caso di femminicidio. Da poco approvata la legge.

Ai carabinieri di Barbarano Romano arriva una telefonata. Un uomo dall’altra parte ha una segnalazione scioccante da fare: “Venite, ho ucciso la mia compagna”. I militari arrivati sul posto trovano la donna riversa a terra in un lago di sangue. Morta con una coltellata alla gola.

“Il protocollo – spiega il prefetto Rita Piermatti – ha lo scopo di far emergere il sommerso. Stiamo parlando di una violazione grave, quella dei diritti umani.
Ogni tre giorni in Italia una donna è uccisa nella coppia. Sono dati Istat.

E’ una battaglia di civiltà, un impegno ad assumerci tutti una responsabilità collettiva e condivisa”. Battaglia di cui i sindaci sono parte fondamentale.

“I firmatari – continua Piermatti – ricevono l’attestato di comune libero da violenze. I primi cittadini s’impegnano a vigilare sul territorio per evitare soprusi”.

Occorre intervenire in modo tempestivo ed efficace, per il sostituto procuratore Franco Pacifici. Di strada ne è stata fatta. “E’ passato molto tempo – ricorda Pacifici – quando una donna con un bimbo di due anni nella sua casa viene violentata e uccisa davanti al piccolo, da una persona vicina alla famiglia.

All’epoca fu condannato a undici anni, col vecchio codice. Dopo un anno finì la custodia cautelare.

Ma ricordo anche, come subito dopo l’episodio fu creato un gruppo di magistrati che si occupa di questo settore ancora oggi, dalle indagini in poi e usufruisce di polizia penitenziaria che interviene immediatamente per la repressione di questi reati.

Le donne non devono avere paura e in questo tutti noi dobbiamo comunicare la nostra attività, l’aiuto che possiamo dare”.
Ogni giorno e mezzo c’è quasi un nuovo caso di maltrattamenti e stalking. Lo segnala Paola Conti, sostituto procuratore.

“Nel 2015 ci sono stati 151 atti persecutori nella Tuscia ed è un dato parziale – osserva Conti – nel 2015, 130 sono stati i casi di maltrattamenti, 200 quelli di lesioni volontarie in famiglia.

Nell’anno in corso, 41 i casi di stalking e 51 i maltrattamenti in famiglia”.

Per aiutare le donne, sono diversi i progetti messi in campo dalla regione, lo sottolinea l’assessora Valente. Tra questi, aiutarle sotto l’aspetto lavorativo. La mancanza di un sostegno economico impedisce a molte di uscire allo scoperto.

“Il protocollo è un punto di partenza – dice Giampiero Bocci, sottosegretario all’Interno – e un momento che c’impone di capire se l’offerta della pubblica amministrazione è capace d’intercettare un’emergenza che assume le caratteristiche che abbiamo visto.

Oggi stabiliamo un metodo di lavoro e ci prendiamo tutti un impegno”.

Il protocollo è stato sottoscritto da ordini professionali, tribunale, carabinieri, finanza, questura, sindaci, regione, prefettura, provincia, associazioni.

In particolare: il prefetto, il presidente della Provincia, il presidente del Tribunale di Viterbo, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, il questore, il comandante provinciale dei carabinieri, il comandante provinciale della guardia di finanza, il rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale-Ufficio X Ambito territoriale di Viterbo, il direttore generale della Asl di Viterbo, un rappresentante dell’Ordine degli avvocati e il presidente dell’Ordine dei medici di Viterbo, i rappresentanti del centro antiviolenza Erinna, dell’associazione Donne per la sicurezza onlus, dell’Aiaf Lazio-Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori, della Fidapa, dell’Auser Viterbo e del Soroptimist Lazio-Sezione di Viterbo. Ha aderito anche la procura per i minorenni di Roma, il sindaco del comune di Viterbo e gli altri sindaci dei comuni della provincia.


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