Viterbo – Finì in ospedale con una profonda ferita a una gamba, dopo una coltellata mentre era al bar.
Per quel sabato notte di sangue, il tribunale di Viterbo ha condannato in primo grado un 22enne viterbese: quattro mesi per lesioni aggravate e porto abusivo di arma.
Ieri la sentenza del giudice Silvia Mattei, dopo il processo con rito abbreviato condizionato all’ascolto di un testimone e all’acquisizione delle fotografie usate per il riconoscimento in questura.
Il 21enne accoltellato non conosceva il suo aggressore. Lo identificò dalle foto mostrategli dalla polizia. Per la difesa – avvocato Remigio Sicilia – “quel riconoscimento non è genuino”: non sarebbe stato fatto subito e non collimerebbe con la prima descrizione dell’aggressore fornita dal ragazzo, che non avrebbe notato neppure il particolare evidente del piercing sul mento.
Era il 9 dicembre 2012. Un 21enne di Soriano nel Cimino è in un bar con gli amici quando avverte un dolore acuto e improvviso alla coscia: il sangue esce a fiotti. Fa appena in tempo a guardare in faccia l’accoltellatore, ma non sa né chi sia, né perché lo abbia colpito. Un’aggressione gratuita: quindici giorni di prognosi (più quelli riconosciuti dal suo medico) e tre punti di invalidità. La squadra mobile rintracciò un ragazzo che, all’epoca, era appena diciottenne: è lui a finire sul banco degli imputati.
Al ragazzo ferito, parte civile al processo tramite l’avvocato Riccardo Micci, è stata riconosciuta una provvisionale di 2500 euro, più il risarcimento da stabilire in sede civile.
