Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Acea spa sta programmando, da tempo, una serie di operazioni societarie finalizzate a farla diventare l’unico gestore del servizio idrico integrato del Lazio.
Nelle ultime settimane, durante il cambio di amministrazione politica capitolina, il management aziendale si è reso “protagonista” di sostanziali cambiamenti e attività di managent senza il coinvolgimento della proprietà e del socio di maggioranza.
In un momento politico estremamente delicato, Acea ha lanciato due operazioni sulle provincie di Latina e di Viterbo per l’acquisizione, rispettivamente, di Acqualatina spa e Talete spa.
Secondo alcune indiscrezione degli addetti ai lavori, la società ha presentato un’offerta per l’acquisto delle azioni di Acqualatina, appartenenti al socio privato Veolia e ha depositato formale manifestazione di interesse per il progetto di privatizzazione di Talete.
Ma l’operazione più stravagante e pericolosa è stata quella di aver richiesto l’autorizzazione all’Aeegsi (Autorità per l’energia, il gas e il servizio idrico) di poter inserire nelle tariffe idriche, quindi a carico dei consumatori, l’adeguamento del software gestionale (Sap).
Il costo di questa operazione è di 200 milioni di euro, un importo elevatissimo che avrebbe dovuto prevedere una gara internazionale, nonché una previa analisi e autorizzazione da parte delle istituzioni politiche.
Codici si è fatta carico di informare il sindaco, Virginia Raggi, con una nota inviata alla sua segreteria.
“E’ evidente – dichiara Luigi Gabriele di Affari istituzionali dell’Associazione consumatori – che due operazioni di tale portata, finanziaria e politica, non possono non essere condotte dal nuovo corso di governo della città che deve essere in grado di decidere se e come è giusto procedere in questi percorsi”.
In più i costi delle aggregazioni graveranno in maggior parte sui cittadini romani, come anche ampiamente presentato dai dirigenti ed amministratori Acea.
È necessario intervenire immediatamente, considerate le celeri scadenze degli atti depositate da Acea, per realizzare un’attenta analisi che valuti l’adeguatezza del meccanismo di sussidiarietà.
È una leggerezza imperdonabile che queste due operazioni siano state portate avanti da Acea proprio nelle ore del cambio di giunta capitolina. È richiesto un immediato intervento che sia finalizzato a uno stretto e vincolante controllo sulle prossime mosse della società di piazzale Ostiense.
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