Pescia Romana – Riceviamo e pubblichiamo – A Pescia Romana forti disagi per la mancanza d’acqua potabile
Il sindaco Caci e l’assessore al bilancio sembrano infastiditi dal mio comunicato sull’aumento delle bollette dell’acqua, il che significa che le argomentazioni, purtroppo per i cittadini, erano più che solide.
A giocare con le persone e con i loro timori, è chiaro che sia questa amministrazione, illudendo la cittadinanza su fantomatiche riduzioni delle tasse che poi dichiarano pubblicamente di non attuare. Sarebbe bastato dire che l’acqua, l’immondizia e l’Imu aumentavano perché così dice la legge o perché servono i relativi incassi all’ente. Sarebbe stato intellettualmente più corretto, ma ovviamente più impopolare.
Citano le tariffe di Talete, ma continuano a non fornirci nessuna risposta sullo stato dell’acqua nelle località a nord dell’Aurelia, di Pescia Romana, dove oltre alla preoccupante carenza continuano a piovere ordinanze di non potabilità. Rispetto a questo non arriva alcun conforto a chi in queste zone ci vive, sia in termini di progettualità, sia di riduzione della spesa in bolletta.
Nulla sul rifacimento delle reti di distribuzione idrica ormai obsolete e fatiscenti in queste zone, perché i “cantieriaperti” devono essere visibili, certamente non si può fotografare un acquedotto.
Mi chiedo se la preziosissima e costosissima acqua potabile, trattata e dearsenificata, con cui annaffiano i nuovi giardini e le aiuole che tanto piacciono a questa amministrazione, non possa essere dirottata nelle località che ne hanno bisogno, ad esempio. Se sia sensato scegliere per le aiuole e le fioriere margheritine e ciclamini anziché piante mediterranee, che richiedono l’uso di poca acqua. Se non sarebbero preferibili, quindi, scelte progettuali che vadano nella direzione dei “giardini a basso consumo idrico” di cui oggi si parla tanto.
Fabio Valentini
Consigliere comunale
