Viterbo – Neonata uccisa, la madre ai domiciliari.
Non è stato convalidato il fermo di Mariana Golovataia. Ma per la mamma della piccola Giulia il Gip Stefano Pepe ha disposto i domiciliari in una struttura protetta. Una misura di sicurezza per preservare anche l’incolumità della stessa donna, mentalmente e fisicamente ancora troppo provata.
La decisione del Gip è arrivata intorno alle 12 di ieri. L’udienza, iniziata in tarda mattinata, in un reparto protetto dell’ospedale Belcolle di Viterbo. Mariana c’era, difesa dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta.
A carico della donna due ipotesi di reato: l’omicidio volontario di Giulia, morta a soli cinque mesi, e il tentato omicidio del figlio di cinque anni. A fare la macabra scoperta il padre Ghenadie Stavila, rientrato dal lavoro.
Un pomeriggio di delirio quello di mercoledì, che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire al millimetro. Mariana avrebbe annegato la piccola nella vasca. Poi potrebbe aver cercato di uccidere anche l’altro figlio, con gli psicofarmaci di cui lei stessa avrebbe abusato per togliersi la vita.
Attimi di follia. Per questo, secondo la procura, la donna potrebbe non essere imputabile. Mariana, probabilmente, era incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.
Venerdì, intanto, è stata eseguita l’autopsia sul corpicino di Giulia. La morte per annegamento resta la prima ipotesi: la piccola era bagnata e fredda quando il papà l’ha presa in braccio, tentando disperatamente di rianimarla. Altre dinamiche sembrerebbero così escluse, ma la verità si saprà solamente tra due mesi.
Ieri, alle 17, l’ultimo addio a Giulia, con rito ortodosso. Nella chiesa di sant’Antonio palloncini, peluche e fiori bianchi. Ma soprattutto le lacrime e la disperazione di papà Ghenadie e della nonna della piccola.


