Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri sera, nell’ambito della settimana di azione antirazzista, il responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, Peppe Sini, ha tenuto una conversazione a Vetralla sul tema: “Opporsi al razzismo e a tutte le persecuzioni. Rispettare, aiutare, difendere, salvare tutte le persone bisognose di aiuto”.
Nel corso dell’incontro è stato anche riproposto l’appello al parlamento per due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitù in Italia: riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro. Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.
Il responsabile della struttura viterbese ha rievocato i ragionamenti svolti durante la campagna che coordinò per l’Italia negli anni ’80 del secolo scorso di solidarietà con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano, campagna in cui si evidenziava come l’apartheid non fosse un residuo del passato, ma un modello di società e un apparato ideologico che avrebbe aggredito e infettato molti altri paesi se non si opponeva ad esso la chiara nozione che vi è una sola umanità costitutivamente plurale, che tutti gli esseri umani sono diversi e tutti sono eguali in dignità e diritti, che ogni persona ha diritto alla vita, alla dignità e alla solidarietà, e che quindi il primo dovere di tutti gli esseri umani è prestare ascolto e aiuto a tutte le persone di ascolto e di aiuto bisognose; che il primo dovere è opporsi a tutte le uccisioni e le persecuzioni; che il primo dovere è soccorrere, accogliere, assistere ogni persona in pericolo, ogni persona che soffre, ogni persona che ha necessità del conforto e del sostegno altrui; che il primo dovere è riconoscere a tutte e tutti lo stesso diritto a partecipare alle decisioni su ciò che tutte e tutti riguarda; che il primo dovere è riconoscere l’eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani, e quindi rispettarne la vita e la dignità, ed ogni essere umano difendere e sostenere nell’ora del pericolo e del bisogno.
La solidarietà umana che ogni essere umano riconosce e raggiunge è il fondamento della civiltà, ed è la politica prima, la politica della responsabilità e della convivenza, del rispetto reciproco e del mutuo soccorso, dell’accudimento per il fragile e l’esposto, della condivisione dei beni, nella luce della coscienza empatica e misericorde.
Rievocando poi alcune altre esperienze svolte nel viterbese dagli anni Settanta, tanto di solidarietà internazionale con i popoli oppressi quanto di aiuto concreto alle persone qui sfruttate, oppresse ed emarginate, Peppe Sini ha evidenziato il nesso che unisce tutte le lotte che all’oppressione, alla menzogna e alla violenza si oppongono.
Occorre opporsi infatti allo stesso tempo e allo stesso modo alla guerra e a tutte le uccisioni, al razzismo e a tutte le persecuzioni, al maschilismo e a tutte le oppressioni; solo difendendo i diritti di tutti gli esseri umani e solo proteggendo il mondo vivente dalle devastazioni e dalle distruzioni imposte da tutti i poteri rapinatori, da tutte le gerarchie asservitrici, da tutti i regimi di dominazione, è possibile difendere anche la propria stessa vita, la propria dignità di persone senzienti e pensanti.
La politica necessaria a tal fine è quella della nonviolenza: che s’invera nel rispetto per la vita, che coniuga giustizia e libertà nell’universale fraternità e sororità, che promuove la messa in comune dei beni comuni.
Infine, analizzando nella situazione attuale il nesso genetico tra guerre e terrorismo, tra appropriazione privata delle risorse e riduzione in miserie e in schiavitu’ di popolazioni intere e devastazione onnicida della biosfera, tra maschilismo, militarismo e criminalita’ organizzata, il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha riproposto l’esigenza e l’urgenza della mobilitazione popolare per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione; della lotta al razzismo e ad ogni forma di esclusione e denegazione dell’altrui umanita’; della decisiva lotta alla violenza maschilista e patriarcale, che è la prima radice e il paradigma primo di ogni violenza, e il nocciolo duro di ogni questione.
Centro di ricerca per la pace e i diritti umani
