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“Amava la scuola e c’ha trasmesso il suo entusiasmo”

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Viterbo - L'ex preside dell'Orioli Luigi Valente

Viterbo – L’ex preside dell’Orioli Luigi Valente

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Ué Ianno’ già te ne vai?” “ E’ tardi preside, alla casa i teng ‘e creature“. Un sorriso, poi: “rifletti su quella cosa e fammi sapere che ne pensi”. “Va bene, arrivederci preside”. “Statti buono Ianno’”.

Spesso le nostre giornate all’Orioli si concludevano così, con questa contaminazione dialettale, tra il mio ciociaro e il suo napoletano e poi me ne tornavo a casa, lasciandolo ai suoi molteplici interessi: la politica, il sindacato, la letteratura, soprattutto i romanzi gialli e noir, da Simenon a Maurizio De Giovanni, la cucina.

Dodici anni di collaborazione non sono facili da riassumere; certo è più facile invece abbandonarsi a generosi elogi nel momento in cui il preside Valente ci ha salutato per l’ultima volta.

Parliamoci chiaro: l’uomo non era facile, perché pretendeva molto da se stesso e dagli altri, perché aveva un suo carattere complesso, a volte umorale, ma era un uomo che ha amato sempre la vita e, essendo la scuola parte fondamentale della sua vita, ha sempre amato la scuola.

Ha amato anche e soprattutto i ragazzi, anche quando li rimproverava.

Sotto la sua guida l’Orioli è cresciuto, l’offerta formativa si è ampliata con nuovi laboratori, nuovi indirizzi: il sociale, il corso serale per lavoratori, poi il liceo artistico.

Sono state create innumerevoli opportunità di crescita culturale per i ragazzi: le giornate sulla legalità, sempre alla presenza di illustri ospiti, la partecipazione a gemellaggi, i laboratori teatrali, la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia, gli incontri con autori, la collaborazione con Caffeina, l’orto didattico, ennesimo strumento finalizzato a completare l’attenzione costante all’integrazione dei diversamente abili.

Forse dimentico in questo momento chissà quante altre cose, ma poco importa. Importante è invece sottolineare come il preside Valente concepisse la scuola come una entità moderna, dinamica, aperta al mondo esterno.

Il suo merito maggiore, però, è stato quello di trasmettere anche ad altri il suo entusiasmo e la sua voglia di fare, sapendo circondarsi di un gruppo di persone, non solo insegnanti, magari inizialmente estranee l’una all’altra, che però nel tempo hanno condiviso un comune spirito, si sono impegnate per raggiungere degli obiettivi condivisi.

Non sono mancati anche momenti di contrasto, di tensione, ma il gruppo ha sempre retto, grazie al clima di amicizia, di reciproca stima e di lealtà che il preside Valente ha saputo instaurare quando, ad esempio, per chiarirsi bastava andare a prendere un caffè insieme.

Questo è stato possibile per lunghi anni, i migliori della vita professionale mia e, ne sono certo, di tanti miei colleghi.

Anni in cui Valente riusciva ad ottenere il meglio da Carla, Cinzia, Mirko, Vittorio, Barbara, Mauro, Marcella, Yvonne, Alessandra, Bruno, Ilaria, Rosanna e da tanti altri fra noi; ora sarebbe troppo lungo elencarli tutti.

Tutti abbiamo imparato dal preside Valente ad abbandonare una concezione “impiegatizia” del nostro lavoro e a concepire la scuola come un organismo complesso di relazioni, in costante evoluzione sia interna che esterna, in costante rapporto con gli altri attori presenti sul territorio.

Poi il pensionamento e subito dopo la malattia; ma lo spirito è sempre rimasto quello dei tempi migliori; anche nella sofferenza, Valente è rimasto preside e amico, chiedendo continuamente notizie della scuola viterbese, dell’Orioli, dei docenti e del personale Ata dei loro familiari, progettando futuri momenti di incontro.

Noi non lo dimenticheremo.
Preside, ”Statti buono” e grazie, davvero, di tutto.

Mauro Iannone


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