Viterbo – Riqualificazione della centrale Enel di Montalto di Castro. Arriverà Amazon, forse Google o magari Facebook?
Da quando è partito l’avviso lo scorso 24 maggio, le notizie si rincorrono, ma ieri a Federlazio, nell’incontro per capire cosa la società elettrica ha immaginato una volta che avrà ceduto l’impianto, Roberto Fragale di Enel non si sbilancia.
Tuttavia, la realizzazione di un grande data center un’opzione possibile.
“Su questo fronte – spiega Fragale – c’è interesse. Noi cediamo gli edifici insieme all’area. Quindi chi viene realizza a costi e tempi minori. Inoltre ottimizziamo il consumo d’energia, che per i data center rappresenta quasi il 100 per cento o poco meno del costo totale.
Quel tipo d’industria è interessato. Anche il settore turistico ricettivo è favorito”.
In generale: “C’è già chi ha presentato una manifestazione d’interesse”.
C’è attesa. “Attesa per capire se c’è un grande investitore interessato – dice il deputato Pd Alessandro Mazzoli – con riferimento a una presenza di quel tipo, darebbe una caratterizzazione alla riconversione. Sarebbe elemento di traino”.
Un solo grande progetto piuttosto che dividere l’area su più progetti. E’ il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola ad avere fatto la domanda. Per ora senza risposta.
Un data center al posto della centrale è una prospettiva che non entusiasma il primo cittadino di Montalto di Castro Sergio Caci: “Un data center – dice Caci – a livello occupazionale è molto basso. Quasi nullo”. A meno che non si crea un indotto”.
Enel il sito lo vende così com’è oggi. Per questo anche la demolizione non è prevista. “I progetti più sostenibili – continua Fragale – sono quelli che prevederanno il minor smantellamento possibile”.
Preoccupate le imprese che nel bene e nel male da trent’anni lavorano con Enel. Il matrimonio finirà. Che garanzie ci sono con chi arriverà?
“I dipendenti sono contenti – dice un imprenditore – non è mai saltato un pagamento”. Ma la centrale è stata definita non produttiva. C’è poco da fare.
Almeno Enel ha optato per la riqualificazione, piuttosto che lasciare l’area nell’abbandono. “Capisco gli imprenditori – dice Giuseppe Crea direttore Federlazio – ma quanto prospettato mi fa ben sperare. L’interlocutore è comunque Enel, una delle prime aziende italiane”.
Alla centrale potrà esserci tutto fuorché impianti di trattamento rifiuti o produzione energia elettrica. Altrimenti ci avrebbe pensato la stessa Enel.
L’area misura 12 ettari, dista otto chilometri dal comune, nove dalla stazione ferroviaria e 45 dal porto di Civitavecchia.
Il 25 maggio è partita la procedura di manifestazione d’interesse, il 2 settembre scade. Quindi entro il 2 ottobre andranno presentate le proposte tecniche da vagliare a fine anno.
Giuseppe Ferlicca








