Dacca – Angoscia a Viterbo per la sorte di Nadia Benedetti.
Erano undici gli italiani seduti a tavola al momento della strage a Dacca, quando i terroristi hanno fatto irruzione nel ristorante.
Fra questi Nadia Benedetti di Viterbo, imprenditrice nel settore tessile e abbigliamento con un impresa nel Bangladesh.
Dopo dieci ore, tredici gli ostaggi che sono stati liberati dopo il blitz delle teste di cuoio. Alla fine si contano venti vittime. Soltanto un connazionale è riuscito a fuggire prima dell’agguato. Un bilancio tragico per l’Italia.
A Viterbo, i familiari di Nadia Benedetti sono stati contattati dalla Farnesina. Anche il fratello è imprenditore, nel settore della ristorazione. Sono ore d’angoscia.
Il commando islamista ha fatto irruzione nel locale, Holey artisan bakery, all’interno del distretto di Gulshan, sparando al grido di “Allah akbar”.
Terribili le testimonianze raccolte. I terroristi chiedevano di recitare versi del Corano. Chi li conosceva era risparmiato, gli altri uccisi.
Un velivolo della presidenza del consiglio sta partendo per il Bangladesh.
Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi, confermando la presenza di vittime italiane nell’attacco terroristico a Dacca, non specificando il numero e nemmeno l’identità, dal momento che le famiglie non hanno ancora ricevuto ufficialmente la notizia.
