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“Arsenico, la regione non ha saputo affrontare il problema”

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Silvia Blasi

Silvia Blasi

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Le criticità relative alla presenza di arsenico nell’acqua della Tuscia continuano ad aumentare nel tempo nonostante i 37 milioni di euro spesi per i dearsenificatori ed i 15 milioni erogati a Talete per la loro gestione.

I livelli di arsenico fuori i limiti di legge in numerosi comuni della Tuscia dimostrano che la regione Lazio non è stata in grado di affrontare il problema.

Visto che la Giunta non ha ancora risposto alla nostra interrogazione depositata lo scorso marzo non è chiaro quali siano le problematiche tecniche o progettuali alla base del malfunzionamento delle dotazioni, abbiamo depositato una nuova interrogazione per sollecitare quelle risposte e sapere  come intende tutelare la salute dei cittadini che dopo commissariamenti, emergenze, proroghe e milioni di euro spesi non ricevono acqua potabile nello loro case pur continuando a pagare per intero le bollette.

Noi del M5S siamo accanto ai sindaci dei comuni che non aderiscono a Talete spa, considerando legittima la loro posizione visto che la Regione Lazio sta ignorando completamente l’’attuazione normativa della Legge 5/2014 e della norma statale dettata dal decreto Sblocca Italia.

Non si può acconsentire al ricatto di cedere le infrastrutture idriche e gli impianti di dearsenificazione ad un gestore che sta aprendo ai privati, contrariamente alle indicazioni di preferenza verso la pubblicità del gestore, espresse dalla Legge 5/2014.

Questa modalità di agire della Regione non va nella direzione né di sostenere in maniera ugualitaria le spese di manutenzione di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro adesione a talete, né di tutelare la loro salute.

I comuni non possono aumentare la tariffa del servizio idrico ma senza le risorse della Regione, come faranno a  sostenere gli elevati costi di manutenzione del dearsenificatori?

C’è il rischio che funzionino sempre peggio.  La regione con la delibera di febbraio 2016 ha erogato i fondi alla Talete senza passare per l’Ato, discriminando e ledendo, di fatto, i comuni che hanno deciso di non entrare in Talete, quindi vorrei sapere Panunzi come mai fino a tre anni fa i fondi potevano essere forniti direttamente ai comuni quando si è trattato di realizzare  gli impianti ed ora per la loro gestione no.

Silvia Blasi
Gruppo Consiliare M5S Regione Lazio


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