Viterbo – Lavori di restauro al duomo. E’ l’esperienza di dieci studenti del corso di laurea in beni culturali dell’università della Tuscia. Da inizio luglio sono alle prese con il fonte battesimale e la scala di palazzo dei papi.
Gallery: Studenti Unitus al lavoro in piazza san Lorenzo – slide
Il fonte, in marmo, è conservato nella navata destra del duomo. Realizzato nel 1470 è attribuito a Francesco d’Ancora. Su una base a zampe di leone, è posta una vasca sovrastata da un’edicola completamente decorata in bassorilievo. “Le tre parti – spiega Maria Ida Catalano, direttrice dei laboratori di restauro – sono state realizzate in epoche differenti, e ciò permette ai ragazzi d’imparare a distinguere le varie tipologie di marmi”.
Il cantiere del colle del duomo è diretto da quattro professori Unitus. Accanto a Catalano, per la direzione scientifica, la vicepresidente del corso Paola Pogliani. E’ alle docenti Francesca Mariani e Maria Grazia Chilosi, invece, che spetta la direzione tecnica.
“Gli studenti – sottolinea Chilosi – hanno fatto una mappatura approfondita del fonte. Dalle tecniche ai metodi costruttivi, fino alle forme d’alterazione”. Come la patina marrone che ricopre parte della vasca. E’ il segno lasciato dal tocco dai fedeli.
Usciti dal duomo di san Lorenzo, il cantiere che affianca la scala d’accesso a palazzo dei papi. E’ qui che dal marmo si passa alla pietra. “Dopo un lavoro di ripulitura – dice Maria Ida Catalano –, quello di consolidamento. Gli studenti stanno eliminando tutto ciò che è dannoso, affinché la scala abbia un miglior stato di conservazione”.
Nato solo due anni fa, il corso in beni culturali sta regalando grandi soddisfazioni. Sia a studenti che professori. Un percorso universitario articolato, che si divide tra teoria e pratica, attività in laboratorio e in cantiere.
“In laboratorio – racconta Catalano – stiamo lavorando su due tavole: una del viterbese, l’altra di Città della Pieve. L’obiettivo è individuare opere che abbiano necessità d’intervento, ma anche i requisiti per poter diventare un cantiere didattico”.
Come quello in piazza san Lorenzo, finanziato dalla diocesi cui spetta la direzione dei lavori. Qui i ragazzi, per un mese, lavorano quotidianamente dalle nove di mattina alle sette di sera. Sotto il sole cocente o la pioggia battente, in situazioni di gran caldo ma anche durante un temporale.
Oltre al cantiere di colle del duomo e all’attività in laboratorio, studenti al lavoro anche nel chiostro medievale di santa Maria in Gradi. Si stanno dedicando agli affreschi del seicento, quelli che ornano il giardino dove ha sede il rettorato.
Non solo Tuscia. Un gruppo di restauratori dell’Unitus è in azione anche a Napoli, nella chiesa della certosa di San Martino. “Si stanno dedicando – conclude Catalano – agli intagli in legno d’inizio cinquecento del coro dei Conversi, e al monumentale leggio barocco. Questo negli anni ’80 aveva subito un grossolano rifacimento”.
E’ una vera e propria immersione pratica nel recupero di opere d’arte, quella degli studenti di beni culturali: un corso di laurea a ciclo unico che abilita direttamente alla professione di restauratore.
Raffaele Strocchia






