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Benvenuti al Masca Stadium

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Andrea Mascarucci

Andrea Mascarucci

Torneo Andrea Mascarucci - Lo stadio in piazza per la finalissima

Ronciglione – Torneo Mascarucci – Lo stadio in piazza per la finalissima (Foto Facebook)

Ronciglione - Torneo Mascarucci - Gli amici di Andrea

Ronciglione – Torneo Mascarucci – Gli amici di Andrea (Foto Facebook)

Ronciglione - Torneo Mascarucci - Lo stadio in piazza per la finalissima

Ronciglione – Torneo Mascarucci – Lo stadio in piazza per la finalissima (Foto Facebook)

Ronciglione - Torneo Mascarucci - Lo stadio in piazza per la finalissima

Ronciglione – Torneo Mascarucci – Lo stadio in piazza per la finalissima (Foto Facebook)

Ronciglione – Da adolescente ero perdutamente innamorata di lui, un ragazzone biondo con l’aria da bambino. Tutti lo sapevano (lui compreso).

Organizzava feste indimenticabili quindici anni fa. Quindici come gli anni che avevo. Un tempo magico in cui per divertirsi bastavano la musica, gli amici, il batticuore e le lancette del coprifuoco spostate un po’ in avanti.

Alessandro Quatrini, sabato, ha trasformato Ronciglione per una sera, con le sue doti innate di organizzatore di eventi e, soprattutto, con tanto, tantissimo cuore. Insieme a lui Gabriele Morandi, Andrea Fabrini, Cesare Marcucci, Marco Andreoli, Simone Belli, Primo Adolini, Gianmarco Ginnasi, Simone Moretti, Giovanni Musetti, Andrea Vettori, Francesco Brunetti e tutti gli “amici di Andrea”.

L’associazione dedicata ad Andrea Mascarucci, stroncato nel 2007 da un tumore a 24 anni, ha allestito un enorme campo da calcio in piazza della Nave per una notte. La notte di Andrea.

Una favola moderna, in quella stessa piazza dove capita spesso di veder spuntare un pallone in certe sere d’estate, quando è tardi abbastanza da lasciare solo la strada vuota e la voglia di giocare.

Per Andrea, il campo sportivo di Chianello era un po’ come casa. Porta il suo nome dal 2012 e ha ospitato tutte le edizioni del torneo di calcio a 5, dalla prima alla settima. “Tra un po’ non vi basteranno più gli spalti”, diceva per scherzo il padre di Andrea agli amici. E aveva ragione: l’anno scorso almeno un centinaio di spettatori non ha trovato posto. Allora, perché non giocare in piazza e portare il ricordo di Andrea a tutta la città?

Chiamatela pazzia. Visione o “Se puoi sognarlo, puoi farlo”, come diceva Walt Disney. Chiamatela come volete, ma ha funzionato grazie all’ingegno di un gruppo di amici, alla buona volontà dell’assessore Sesto Aramini e dei privati che hanno finanziato e realizzato un sogno. I due blocchi di gradinate del “Masca Stadium” sono venuti su in poche ore sabato mattina. Al centro, un campetto in erba sintetica come quello di Chianello ma più grande: 500 posti, più un’arena naturale di finestre e balconi affacciati sulla piazza. La stessa in cui Andrea usciva sempre. “Stessa storia. Stesso posto. Stesso bar”, cantavano gli 883. Stesso affetto smisurato che azzera ogni distanza. “La morte non è niente – scriveva sant’Agostino – sono solo passato dall’altra parte”. Così Andrea, che sabato sera ha avuto una festa bellissima diventata la festa di tutti. 

Danza, canto e la finalissima del torneo di calcio a cinque. Lacrime e sudore. E poi, pubblico in piedi, cinque minuti di applausi e palloncini in cielo per raggiungere Andrea.

Stefania Moretti


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