Viterbo – Oggi – parlando con la donna che ha condiviso (tutta) la vita con lui – dicevo che non riesco a ricordare quando ho conosciuto Tonino Longo.
Quando avevo 16 anni, andammo a chiedergli se potevamo usare il ciclostile della Uil per stampare i volantini del movimento studentesco; ovviamente, ci aprì le porte, poi ci sorvegliò con sguardo affettuoso e rispettoso, come dovrebbe ogni vero educatore.
Ma ricordo distintamente che a quell’epoca Tonino lo conoscevo già; devo averlo conosciuto in qualche occasione insieme a mio padre, di cui è stato alunno, e grande amico.
E da una chiacchierata con mio padre, nacque l’idea che io diventassi l’avvocato della Uil Scuola; era il 1995.
Per 21 anni, insieme abbiamo fatto tutto: abbiamo inventato battaglie legali che hanno cambiato il volto del diritto del lavoro nella scuola italiana, gli ho chiesto consigli personali, qualche volta me ne ha chiesti lui – in questi ultimi anni – mi ha insegnato tante cose sul sindacato e la politica; non ho avuto un maestro nella professione, ma oltre a mio padre Tonino Longo è l’unico che io possa considerare un maestro, nelle relazioni, nella politica, nella vita.
Del tempo infinito che abbiamo passato insieme, delle migliaia di persone, tanti dei quali amici carissimi, che abbiamo incontrato in questo tempo che equivale a una vita, non potrei mai narrare in poche parole.
Potrei ricordare la sua implacabile tenacia, per cui non c’è mai nulla di impossibile; senza di essa forse avremmo ancora il precariato nella scuola; anche al di là delle migliaia di persone che ha guidato nel mondo del lavoro, nessun altro ha fatto più di Tonino in Italia per superare quell’odioso sfruttamento.
Ma se c’è un segno che descrive Tonino è: chiarezza della visione.
Socialista vero, cresciuto nella politica degli anni ’70 nell’amore per la libertà, il prodigioso talento che dava energia alla sua instancabile attività sindacale e politica non è mai rimasto indietro con i tempi; è anzi riuscito ad essere sempre non un passo, ma diverse lunghezze davanti a tutti.
Le trasformazioni della politica e del sindacato Tonino non le ha mai subite; le ha sempre anticipate.
L’investimento continuo e perfino esagerato sulle giovani generazioni (la Uil Scuola è sempre stato un sindacato giovanissimo), una mostruosa attitudine all’inclusione e al coinvolgimento, la contaminazione del sindacato non solo con la politica ma anche con la cultura, la cura dedicata al patronato e alla tutela dei diritti individuali dei lavoratori, tutto questo la Uil Scuola ha realizzato in modo praticamente perfetto anni e anni prima degli attuali tardi epigoni.
E, tuttavia, uno dei ricordi più belli che porto con me di Tonino è l’apologia che ripeteva sempre della “ideologia”.
Non esistono una politica o un sindacato prive di una visione di insieme, una prospettiva che sia sogno di futuro migliore, di ideologia, appunto.
Ho udito Tonino dirlo tante volte; ricordo distintamente una di queste occasioni, mentre eravamo a cena, a casa del nostro grande amico, Luigi Valente.
Che aveva esattamente lo stesso identico dono di Tonino; il suo sguardo sul mondo non invecchiava mai, era anzi infinitamente più giovane dei giovani.
Da qualche ora, Tonino e Luigi se ne sono andati insieme.
Il dolore non si può declinare pubblicamente.
Dovunque stiano andando, fatalmente insieme, mentre camminano guardano lontano…
Massimo Pistilli

