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“Così inviai l’articolo a Tartaglini…”

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Viviana Tartaglini

Viviana Tartaglini

Viterbo – Esame da giornalista truccato, testimoni dell’accusa in aula.

Glauco Antoniacci e Daniele Camilli, ex redattori del Nuovo Viterbo Oggi e l’Opinione di Viterbo e Alto Lazio, sono stati ascoltati questa mattina al processo contro Viviana Tartaglini. La donna è accusata di aver truccato l’esame per diventare giornalista professionista.

Sull’ex redattrice dei due giornali viterbesi – oggi inesistenti – pesa il sospetto di aver saputo in anticipo le tracce dell’esame di stato e di essersi fatta mandare l’articolo da un collaboratore del suo giornale: Antoniacci, appunto.

“Tartaglini mi chiese di scrivere un articolo su Valentino Rossi e la Ducati – spiega Antoniacci davanti al collegio dei giudici -. Mi dettò un titolo preciso e, anche se il giornale si occupava solo di sport locali, glielo inviai senza pensarci troppo. Giorni dopo l’annuncio: Tartaglini ci disse di essere entrata nell’albo dei giornalisti professionisti. Era felicissima perché l’esame era andato bene”.

Secondo Antoniacci, Tartaglini diventa giornalista “all’improvviso. Fino al 2010 lavorava come segretaria al Nuovo Viterbo Oggi. E’ con l’Opinione di Viterbo e Alto Lazio, invece, che inizia a collaborare come redattrice. Non aveva un settore specifico”.

E’ solo tempo dopo che Antoniacci fa la scoperta. “Sul sito dell’ordine dei giornalisti – racconta il giornalista – c‘erano tutte le tracce del vecchio esame. Una di queste era identica a quella che Tartaglini mi dettò e mi venne il sospetto che la conoscesse già dal giorno prima”.

La prova scritta dalla Tartaglini, diventata giornalista professionista nel 2011, fu sequestrata dalla polizia nell’ambito dell’indagine Vinitaly-Macchina del fango, in cui si iscrive l’episodio del presunto esame truccato. I fascicoli sono poi stati separati. In Vinitaly-Macchina del fango, Tartaglini deve rispondere di tentata estorsione e appropriazione indebita. Il maxiprocesso sarebbe dovuto iniziare questa mattina, ma è slittato a ottobre.

Oggi in aula anche Daniele Camilli che, all’epoca dei fatti, lavorava come giornalista all’Opinione di Viterbo e Alto Lazio. “Lì per lì non trovai strana la richiesta della Tartaglini – afferma – . Era la presidente della cooperativa per cui lavoravamo e verso di lei c’era un rapporto di subordinazione. Se ci chiedeva di scrivere un articolo lo facevamo, punto. La situazione iniziò a diventare strana quando il pezzo, non solo non veniva pubblicato, ma neppure preso in considerazione. Poi si trasformò in anomala, dopo la scoperta di Antoniacci”.

Il processo continuerà a maggio del prossimo anno, quando i giudici ascolteranno i testimoni della difesa.


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