Viterbo – La città dice addio a Consolato Labate.
Tante persone hanno partecipato suo al funerale, stringendosi al dolore della famiglia (fotocronaca – slide).
Il magistrato, padre dell’avvocato Giovanni Labate, era conosciuto in città e molto stimato dai vecchi colleghi coi quali ha lavorato negli anni.
Entrato in magistratura nel 1965, è stato capo della procura alla pretura di Viterbo per quasi dieci anni, procuratore nella pretura circondariale di Roma e capo dell’ufficio indagini alla Federcalcio.
Ha chiuso la sua carriera guidando per otto anni la procura di Civitavecchia.
Nel 2007 è stato anche proposto dal Consiglio superiore della magistratura per l’incarico di procuratore generale di Lecce, ma rifiutò il compito.
Si è spento giovedì scorso a 76 anni, al termine di una lunga malattia.
Stamani l’ultimo saluto al Duomo di Viterbo, con la messa officiata da don Egidio, parroco ma soprattutto amico di “Tito”.
“E’ un giorno triste – ha spiegato il sacerdote – e ci stringiamo soprattutto attorno ai figli di Consolato, Cristiano, Elisabetta e Giovanni. In momenti come questo dobbiamo ricordarci che la fede è l’unica cura al cuore addolorato.
E’ stato un uomo di cultura, approfondita al massimo nello studio giuridico. Credeva fortemente nella giustizia e la porta dei suoi uffici era sempre aperta, anche solo per un semplice consiglio“.
Il parroco ha infine concluso la messa con un ricordo personale.
“Prima dell’intervento – ha raccontato – è venuto da me per fare una confessione. Subito dopo ha detto di sentirsi bene, a posto con sé stesso.
I nostri incontri erano sinceri e quest’oggi voglio salutarlo con una sua frase: ‘Sono sempre amico tuo e prega sempre per me’. Ciao Tito, ti prometto che ogni giorno ti ricorderò con la preghiera”.



