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Facciamo un raccordo anulare verde…

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Viterbo - Masterplan in Comune

Viterbo – Masterplan in Comune

Viterbo - Masterplan in Comune

Viterbo – Masterplan in Comune

Francesco Mattioli e Raffaela Saraconi

Francesco Mattioli e Raffaela Saraconi

Viterbo - Masterplan in Comune

Viterbo – Masterplan in Comune

Viterbo – A Roma c’è il Grande raccordo anulare, a Viterbo potrebbe esserci un circuito anulare verde.

Attorno alle mura cittadine, un percorso pedonale, per ciclisti, ma anche aperto a mezzi elettrici. Per i turisti, ma anche al servizio dei cittadini.

E’ una delle proposte contenute nel masterplan per il centro storico che ieri ha “occupato” la sala Regia per l’intera giornata. Presentazione con dovizia di dettagli da parte di comitato scientifico, tecnici e gruppo di ricerca della Sapienza di Roma.

Si vola alto. Il masterplan non detta regole, suggerisce un modello a chi amministra. Previsioni da tradurre in regole.

Forse anche per questo, la città era invitata a partecipare, ma di cittadini se ne sono visti pochi.

C’era invece una platea qualificata di addetti ai lavori. Del resto, un film proiettato in lingua originale senza sottotitoli, chi non conosce la lingua, per vederlo aspetta che sia doppiato.

Nel frattempo, prima di prendere quota, volando basso, l’amministrazione da che parte vuole andare? Centro storico, aperto o chiuso? Il mercato del sabato dove lo mettiamo? Via Marconi chiusa, aperta, a senso unico o doppio? Il capolinea dei bus dove va? Il trasporto pubblico come si cambia? E gli ascensori? E i varchi?

Piccolo elenco d’azioni per le quali non servono masterplan, basterebbe agire. Ecco perché, a fronte del nulla odierno, fantasticare su un futuro seppure così alto e interessante, perde di valore.

Da Roma nel frattempo ci spiegano che occorre arginare lo spopolamento del centro storico. Non una novità E’ stato il sindaco Leonardo Michelini in campagna elettorale a sperare di vedere qualche panno in più steso fuori dalle finestre in centro. Più che stesi, sono stati ritirati.

Quindi i grandi palazzi devono essere recuperati, sostengono gli esperti. Vero. Dei fondi per il rifacimento delle facciate che ne è stato? E il regolamento per il decoro urbano mai applicato?

Poi è stato scoperto l’Arcionello. Potrebbe diventare uno degli ambienti botanici più importanti del circondario. Quanta verità. Peccato che dal dicembre 2008, quando la legge per farne area protetta è stata definitivamente approvata, non è stata mossa una foglia. A parte quattro cartelli. Otto anni dopo non c’è un regolamento e nemmeno un centesimo. I cinghiali sentitamente ringraziano.

In futuro, poi, serviranno anche i bagni. Fino ad allora siete pregati di trattenerla.

Va bene sognare e complimenti al sogno di città che gli esperti stanno redigendo. Un gran bel lavoro. Chi governa la città, viceversa, sarebbe ora che si svegliasse.

Giuseppe Ferlicca


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