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“Giuseppe continua a vivere nei nostri cuori”

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Viterbo - La fiaccolata in ricordo di Giuseppe Centamore

Viterbo – La fiaccolata in ricordo di Giuseppe Centamore

Viterbo - La fiaccolata in ricordo di Giuseppe Centamore - Papà Salvatore e mamma Paola

Viterbo – La fiaccolata in ricordo di Giuseppe Centamore – Papà Salvatore e mamma Paola

Viterbo - La fiaccolata in ricordo di Giuseppe Centamore

Viterbo – La fiaccolata in ricordo di Giuseppe Centamore

Don Massimiliano

Don Massimiliano

Viterbo - La messa in ricordo di Giuseppe Centamore - Mamma Paola e papà Salvatore

Viterbo – La messa in ricordo di Giuseppe Centamore – Mamma Paola e papà Salvatore

Viterbo - La messa in ricordo di Giuseppe Centamore

Viterbo – La messa in ricordo di Giuseppe Centamore

Viterbo - La messa in ricordo di Giuseppe Centamore

Viterbo – La messa in ricordo di Giuseppe Centamore

Viterbo – (r.s.) – Le fiaccole illuminano il crepuscolo in piazza della Rocca. Gli amici e i familiari di Giuseppe Centamore sono scesi in strada per ricordare il 16enne morto in una piscina in Francia. Era il 30 giugno del 2015, un anno fa.

La fiaccolata e la messa in ricordo di Giuseppe Centamoreslide – video

In testa alla fiaccolata, partita intorno alle 21, papà Salvatore e mamma Paola. Il corteo, dopo aver attraversato il centro storico e fatto tappa nei luoghi preferiti da Giuseppe, ha raggiunto il liceo classico Buratti, frequentato dal 16enne. In mano fiaccole colorate e palloncini bianchi.

Al santuario della Quercia, la messa in ricordo. Tanti i professori, gli amici e i compagni di classe di Giuseppe. E’ ai più giovani che don Massimiliano si rivolge nell’omelia.

“La vita di ognuno di noi è disposta a una chiamata – dice il sacerdote -. Gesù ci chiama e ci chiede una risposta decisa. Ha grandi progetti, ma siamo noi a dover decidere della nostra vita. Quale strada seguire? Che fare? Come fare?

Ragazzi, l’oggi è il momento giusto per far fruttare i doni più preziosi di Cristo. E’ il presente il momento giusto per creare qualcosa di bello, senza sprecare un attimo. E’ Giuseppe a chiedercelo, ce lo urla con forza.

La vita è un dono prezioso. Non sprechiamo tempo, non facciamoci trascinare da chi ci promette gioie momentanee. La vita di Giuseppe, seppur nella sua brevità, sia la nostra fonte d’ispirazione.

Accantoniamo il dolore, la sofferenza e la mancanza. Sono sentimenti naturali, ma Giuseppe non avrebbe mai voluto che attanagliassero i nostri cuori. La certezza è che Giuseppe continua a vivere tra noi e che ci ritroveremo tutti nel regno dei cieli, dove goderemo di nuovo dei nostri cari.

Non dimentichiamoci – conclude don Massimiliano – di costruire un futuro di pace, senza sprecare nulla di questo grande dono che è la vita”.

Mamma Paola e papà Salvatore sono straziati dal dolore. E’ a loro che va l’abbraccio dei compagni, degli amici e dei professori. Accanto a loro anche l’ex preside del Buratti, Paola Moscucci.

La tragedia il 30 giugno dello scorso anno, mentre Giuseppe stava nuotando. Il suo corpo è stato risucchiato da uno dei depuratori della piscina del camping La Petite Camargue ad Aigues-Mortes in Francia. Il 16enne è rimasto bloccato sott’acqua, davanti agli occhi increduli dei genitori e della sorellina Elisabetta. Erano in vacanza.

Le condizioni di Peppe, come tutti lo conoscevano, sono subito apparse critiche. Trasportato in elicottero all’ospedale universitario di Nimes, è morto nella notte. Giuseppe era un nuotatore provetto: solo due mesi prima di morire l’ennesimo riconoscimento dalla Larus.

Poco dopo la morte è stata eseguita l’autopsia che ha confermato la dinamica accertata dalle indagini: decesso per annegamento. Tra fine febbraio e inizio marzo, invece, l’esito delle perizie sulla piscina. Giuseppe è stato ucciso da un depuratore troppo potente. Il padre Salvatore ne è sempre stato convinto. “Non un malore a stroncare la vita di mio figlio – ripete da un anno – ma una pompa d’ispirazione che non ha mai allentato la presa”. Il processo inizierà nel 2017.

Papà Salvatore, mamma Paola e la piccola Betta sono da poco rientrati da Aigues-Mortes, dove hanno trascorso il primo anniversario della morte di Giuseppe. “L’aria, i colori del cielo (dal sole alto, all’imbrunire) e le stelle sembravano gli stessi del 30 giugno dello scorso anno – racconta Salvatore Centamore -. Come il nostro stato d’animo. Ma abbiamo avuto la consolazione di tante persone, ospiti del camping, che ci hanno rappresentato la loro solidarietà”.


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