Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo prendendo spunto da una segnalazione di qualche giorno fa in riferimento al grest a Pianoscarano.
Non è spirito di polemica che mi spinge, ma la necessità di segnalare come, in realtà, l’iniziativa della parrocchia di don Alfredo e del santo Andrea, abbia a che fare con un piccolo miracolo pedagogico/sociale, più che a schiamazzi.
Prendere possesso per quindici giorni e, in maniera alternativa, del quartiere, dirottando il traffico e non eliminandolo, per permettere a bambini della città, e non solo del quartiere, di sentire l’odore e calcare i sanpietrini di basalto, è in questo periodo una fantstica occasione di riflessione e crescita.
Sentire le urla di bambini, impegnati in canti e giochi, che si sporcano che sudano che si abbeverano alle fontane, che ridono che prendono le misure con il quartiere che li circonda, rende pulsante e vivo ogni vicolo di questa splendida comunità.
Ho mandato per la prima volta mio figlio di 5 anni a questo grest e ho avuto la fantastica emozione di lascialo libero di arrivare al grest senza paura che venga affettato proprio da quei veicoli, spesso di corsa e sempre in sosta selvaggia, in uno dei pochi quartirei medievali al mondo aperto ancora al traffico.
Per chi come me è nato a via Annio e i primi calci a un pallone sono stati dati fra una fraschetta e un negozio di cesti di vimini, sapere che mio figlio porterà con se odori, sapori, rumori e vita di vicolo mi inebria di felicità.
Credo che i signori adusi al sonnellino pomeridiano debbano scendere in piazza e nel vicolo a dare una mano a questi giovani volontari del sorriso e che riprendano contatto con la realtà che li circonda perchè lentamente si muore, come diceva un famoso poeta…
Lettera firmata
