Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Giovanni Fiorentino del Disucom (Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo) in occasione della cine-passeggiata dedicata al Vigile che si terrà il 7 luglio alle 21 a piazzale Gramsci – Nell’estate del 1960 Roma ospita le prime Olimpiadi moderne interamente coperte dalla diretta televisiva, il 15 novembre la Rai lancia Non è mai troppo tardi con il maestro Alberto Manzi che parla a un paese ancora largamente analfabeta, insegnando agli italiani a leggere e scrivere.
Nello stesso anno La dolce vita di Fellini vince il Festival di Cannes ed esce il film di Luigi Zampa Il vigile, interpretato da Alberto Sordi, che incasserà poco meno di un miliardo di lire.
L’attore romano, nel 1959, con Il moralista, Il vedovo e La grande guerra, di fatto ha aperto un ciclo fondativo che verrà poi storicizzato nella cultura cinematografica come “commedia all’italiana”.
Il vigile è un successo di mercato cinematografico e un singolare punto di congiunzione tra il paese del boom economico – e della commedia all’italiana – e quello in preparazione, televisivo e di massa, dei 18 milioni di spettatori annunciati nel film da Sylva Koscina, tra la provincia della citta di Viterbo, dove la pellicola viene quasi interamente girata in poche settimane, e le grandi trasformazioni sociali, economiche e politiche che il paese intero sta vivendo.
Alberto Sordi ne rappresenta la straordinaria maschera, l’ideatore e l’interprete, guidato in simbiosi da Zampa che è regista eclettico e indipendente, inviso sia ai democristiani che ai comunisti, e affiancato da una serie altrettanto straordinaria di attori comprimari, da Vittorio De Sica nei panni del sindaco, all’attore e caratterista napoletano Carlo Pisacane, dalla brava Marisa Merlini all’avvenente Koscina, dal bambino Franco Di Trocchio al televisivo Mario Riva interprete di se stesso come conduttore del “Musichiere”.
La maschera del vigile costruita nel 1960 da Sordi rimane nella storia dell’immaginario cinematografico e si proietta nella realtà dell’Italia del tempo con un sorriso intenso e al tempo stesso feroce e amaro.
Lo spunto di cronaca romana – un vigile urbano punito per aver multato un questore – offre l’opportunità a Sordi, Zampa e gli sceneggiatori Rodolfo Sonego e Ugo Guerra di costruire i tratti di un eroe del suo tempo.
L’esordio nel costume del vigile è epico per la poverta della scena che lo circonda e gli spettatori che lo assistono, il vecchio padre, la compagna fedele e il figlio Remo, investito di tutte le responsabilità già scaricate dal padre.
Il movimento della cinepresa, dal basso verso l’alto, dagli stivali al volto incorniciato dal casco da motociclista, è la presentazione della maschera di un eroe iconograficamente riconducibile ai samurai di Kurosawa o ai marziani della fantascienza – cosi come sostiene il piccolo Remo. Tutto il film è centrato sulla grandezza di Sordi, sui primi piani, sulla capacità di gestire il corpo, saltellare, correre, inforcare la motocicletta, sorridere, ammiccare, muovere tra le mani un fischietto, una paletta, gli occhiali da motociclista, nella sua forza di attore prima teatrale e poi cinematografico.
La maschera ottusa di Otello è inquadrata dall’occhio corrivo di Zampa: una maschera tracontante e presuntuosa, in movimento tra simili, di estrazione sociale ed economica magari diversa, tra la scena del comune e quella della trattoria, dalla semplicità di una casa popolare ai salotti della borghesia dominante.
Le speculazioni magari sono di natura diversa dal passato ma le prepotenze e i soprusi rimangono identici, l’occhio già disincantato è a un tempo quello della migliore commedia all’italiana e quello del piccolo Remo cresciuto troppo in fretta, ma già in grado di osservare la realtà e descriverla con ironia amara.
Giovanni Fiorentino
Come di consueto il biglietto per la partecipazione all’iniziativa consiste nell’acquisto del volume
Antonello Ricci
Viterbo città del mare
Tuscia terra di Orson Welles, Pasolini, Fellini
Paesaggi e fotogrammi
Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2016
O di altro volume dal ricco catalogo dell’editore vetrallese
info e prenotazioni: tel. 3206872739 (attivo tutti i giorni ore 12.00-13.00)
2016 Anno del cinema
Viterbo città del mare – Tuscia terra di Orson Welles, Pasolini, Fellini
Una iniziativa Tusciaweb
In collaborazione con
Università degli Studi della Tuscia
e Tuscia Film Fest
Con il patrocinio del Comune di Viterbo
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