Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Verso il referendum costituzionale.
Anche a Civita Castellana crescono le adesioni al fronte del no, come manifestato attraverso la forte partecipazione alla raccolta firme per i referendum i cittadini di Civita Castellana si sono espressi numerosi per il no alla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi.
Una riforma che non produrrà la semplificazione dell’iter legislativo, non creerà i fantomatici risparmi tanto vantati, non eliminerà il senato ma lo renderà non più elettivo, espressione del localismo legato alla carriera politica del consigliere regionale o del sindaco senatore.
Non ci sarà più partecipazione democratica. Aumenta infatti il numero di firme da raccogliere per presentare una legge di iniziativa popolare e il numero di firme per proporre un referendum. Associata alla legge elettorale, che consegna un premio di ben 340 seggi al partito che o raggiunge il 40% dei voti o i vince il ballottaggio quale che sia il numero di voti raggiunti, produrrà accentramento dei poteri e meno democrazia.
Al contrario di quanto sbandierato con insistenza da Renzi e i suoi fedelissimi in ogni canale telesivo e radiofonico (per un tempo stimato dall’Agcom pari a 17 ore al giorno per il sì,contro 6 minuti per il no, in barba al tanto dichiarato spirito di confronto democratico), per tacere di ciò che leggiamo nella quasi totalità delle testate giornalistiche.
Tanti sono i cittadini di Civita Castellana che hanno ribadito la loro volontà di difendere la nostra carta costituzionale nata dalla Resistenza e dalla Liberazione dal Nazifascismo. Difenderla da quella che si può definire non una revisione ma una vera e propria riscrittura che deforma la Carta stessa.
I promotori e i loro sostenitori affermano che gli italiani aspettano queste riforma da venti, trenta, quarant’anni. Anche settanta secondo l’estro. In realtà dal momento dell’entrata in vigore della costituzione (1948) chi non l’ha mai accettata ha messo in campo azioni lecite e illecite per modificarla, cambiarla per imporre una qualche forma di regime autoritario.
Anche in questo caso vengono a restringersi gli spazi di partecipazione democratica e di conseguenza anche i diritti. E’ vero, in molti da tanti anni aspettano e pensano che finalmente sia la volta buona non sono certo coloro che si battono per i diritti e per la democrazia. Non sono certo la moltitudine che 10 anni fa respinse col suo no nel referendum costituzionale un analogo tentativo.
Quindi a coloro che vogliono parlare per gli italiani diciamo: parlate per voi. Difendiamo la Costituzione che ha garantito 70 anni di democrazia e libertà. Votiamo no.
Comitato per il no nel referendum costituzionale Civita Castellana
