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L’avvocato dei Centamore: “Dolore e collera”

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Giuseppe Centamore, l'articolo sul giornale francese Midi Libre

Caso Centamore, l’articolo sul giornale francese Midi Libre

Giuseppe Centamore - L'intervista all'avvocato dei genitori, Jean-Pierre Cabanes

Caso Centamore – L’intervista all’avvocato dei genitori, Jean-Pierre Cabanes

Viterbo – Il caso di Giuseppe Centamore su Midi Libre.

La stampa francese continua a seguire l’inchiesta sul 16enne morto nella piscina del camping La Petite Camargue ad Aigues-Mortes.

Giuseppe, studente viterbese del liceo Buratti in vacanza con la famiglia, fu letteralmente risucchiato dal depuratore della piscina in cui giocava con la sorellina. Finì con la schiena contro le grate dell’impianto, a un metro e settanta centimetri di profondità. Troppo tempo sott’acqua. Troppo forte la potenza di quella pompa che non lo ha lasciato andare. Quattro persone cercarono di tirarlo fuori. Niente da fare: Giuseppe è morto annegato a 16 anni, il 30 giugno 2015.

I familiari non si rassegnano sono più decisi che mai a combattere per avere giustizia. Il primo anniversario della morte di Giuseppe lo hanno trascorso a Nimes, in Francia, per incontrare al palazzo di giustizia l’avvocato che segue il caso, Jean-Pierre Cabanes. Il legale ha rilasciato un’intervista video a Midi Libre online. Parla del dolore dei genitori di Giuseppe. Dolore mischiato alla collera, perché gli inquirenti sarebbero attualmente intenzionati a procedere solo nei confronti di società (quella che gestisce il camping e quella che ha realizzato l’impianto di depurazione della piscina) e non di persone.

Significa che se non andranno a giudizio i dirigenti, oltre alle società, il processo per la morte di Giuseppe finirà col pagamento di un’ammenda e nient’altro. L’avvocato ha depositato una serie di documenti alla magistratura in cui chiede di considerare anche le responsabilità delle persone per due motivi principali: la mancanza di un pulsante di blocco del depuratore e la potenza sovradimensionata. Errori umani che vanno per forza imputati a qualcuno, secondo il padre di Giuseppe. “Stiamo assistendo a un rimpallo di accuse tra una società e l’altra – dichiara Salvatore Centamore -. Al momento, le responsabilità sono ancora da determinare. Nessuno è accusato formalmente, ma tutti i soggetti potenzialmente responsabili si chiamano fuori, rifiutandosi di ammettere le proprie mancanze. E’ una cosa che non tollero: qualcuno ha evidentemente sbagliato se mio figlio è morto in quel modo“.

Stasera, alle 19, la messa al santuario della Quercia in memoria di Giuseppe. Poi, dalle 20,30, fiaccolata fino al Buratti.


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